Buenos Aires, un bosco nell’hotel Palo Santo

La facciata verde del Palo Santo è alta 30 metri

 

 

Si respira clorofilla, nelle sue vene scorre linfa, il verde è dappertutto. Non siamo in un bosco, ma in piena Buenos Aires. All'hotel Palo Santo. È qui, nella capitale dell'Argentina che sorge il primo hotel eco-compatibile, eco-responsabile, eco-quel-che-volete del Sudamerica.

 

 

Nel patio

 

 

Dietro le foglie e i rami che ti entrano fino in camera, dietro i rampicanti che quando non trovano più appigli per salire si calano inesausti dai balconi, c'è molta tecnologia, cura, software. In città il verde non nasce spontaneamente e se lo dovesse fare non avrebbe queste forme aggraziate e addomesticate, ma l'aspetto delle erbacce, degli infestanti, di quel nunzio di sventura edilizia che è l'ailanto. La pianta che puzza, su cui neanche gli uccelli fanno il nido.

 

 

Un angolo del patio

 

 

La facciata dell'hotel del Palo Santo si erge per trenta metri. La sua superficie mimetizzata da piante di ogni tipo si ispira ai giardini verticali del museo del Quai Branly, creato da Patrick Blanc, e al celebre muro vegetale del CaixaForum. I quali avranno preso spunto dai giardini pensili di Babilonia, vallo a sapere. Il sogno di portare la natura in città per domarla e sottometterla ai propri progetti è un sogno antico. Si dice che le varietà di piante del Palo Santo siano circa ottocento. Non sappiamo chi si sia dato la pena di tenerne il conto, ma a occhio non abbiamo motivo di dubitarne.

 

 

Un angolo della reception

 

 

La natura entra anche in cucina. Nei piatti del ristorante diretto dal cuoco francese Sébastien Fouillade. A clienti vengono servite specialità a base di prodotti freschi di stagione, tutti raccolti nella terra e nel mare dell'Argentina. Non sarà chilometro zero, definizione senza capo né coda, ma è produzione nazionale.

 

 

La cascata, in bagno

 

 

Il ristorante si affaccia su un patio incorniciato di fiori e arbusti, tra cui si nota quel formidabile arrampicatore che è l'edera: se si avvince, non te ne cavi più. Nelle camere e negli spazi comuni, i mobili portano l'etichetta Fisc. Vuol dire che provengono da foreste a gestione durevole dove si praticano tagli controllati.

 

 

Pranzo all'ombra

 

 

Dal punto di vista tecnologico, Palo Santo, che è consigliato dal sito alberghiero online Booking.com economizza sull'energia e cerca di ridurre il proprio impatto ambientale. È munito di un sistema di recupero delle acque piovane e di lucernari che evitano ai clienti di pigiare in continuazione sugli interruttori. Allo stesso modo, le 24 camere sono tutte dotate di lampade Led e toilette «intelligenti» per il risparmio dell'acqua. È questo che si intende, quando si dice eco-responsabilità: nessun spreco.

 

 

La facciata del Palo Santo

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