Copenaghen, storia vera di un sesso sbagliato

Copenaghen

 

 

L’organismo delle Nazioni Unite che ha redatto il Rapporto mondiale della felicità 2016, ha decretato che sui 157 Paesi presi in esame la Danimarca è il numero uno. Ne siamo felici. Lo era stato già nel 2014, superata nel 2015 dalla Svizzera. Queste gare sono come le Olimpiadi invernali, si disputano sempre in Paesi che non mancano di neve. Tra i primi dieci figurano infatti, in ordine decrescente, dopo la Svizzera che ha riottenuto la seconda posizione: Islanda, Norvegia, Finlandia, Canada, Olanda. E due Paesi degli antipodi, Nuova, Zelanda e Australia, precedono la Svezia che è decima. Dunque il sole come ingrediente della felicità è un po’ in ribasso. Tant’è che nella classifica l’Italia si piazza al 50° posto dopo Uzbekistan, Nicaragua e Malesia.

Per festeggiare la medaglia d’oro alla Danimarca, che vi auguriamo possiate visitare al più presto (è incantevole anche senza neve) vi proponiamo di cominciare a conoscerla o a rivederla con nuovi occhi attraverso un film uscito nelle sale lo scorso 18 febbraio: The Danish Girl di Tom Hooper.

Due parole sulla trama del film, prima di partire alla scoperta della capitale danese sulle tracce dei luoghi frequentati dai protagonisti della pellicola.

 

 

Una scena del film The Danish Girl di Tom Hooper

 

 

Copenaghen inizio Novecento, Einar Wegener, un pittore paesaggista di successo, è sposato con Gerda Wegener, ritrattista di una certa fama. Il loro matrimonio subisce una scossa il giorno in cui Gerda chiede al marito di vestirsi da donna per sostituire la modella. Indossando abiti femminili Einar si rende conto di sentirsi più a suo agio. Diventerà Lilili Elbe, musa e modella della moglie e, nel 1930, si sottoporrà a un’operazione chirurgica che farà di lui la prima trans della storia danese. La cosa, quando verrà a galla, susciterà scalpore ma non impedirà ai due artisti di essere celebrati per il coraggio con cui sfidarono i confini di genere e d’identità sessuale. Il film è stato girato a Copenaghen nei luoghi in cui la coppia ha vissuto, tra il suggestivo canale Nyhavn e l’area di Frederiksstad, riconosciuta patrimonio Unesco.

 

 

Nyhavn

 

 

Nyhavn e il quartiere lungo il canale
Tra le strade acciottolate di Nyhavn si trova la casa di Lili Elbe e Gerda Wegener. Molte delle scene di The Danish Girl si svolgono in questa parte più antica del porto di Copenaghen. Nyhavn era in origine un porto commerciale. La maggior parte delle case nella zona risalgono al XXVII secolo. La più antica, costruita nel 1681, si trova al numero 9.

 

 

La casa di Hans Christian Andersen al n. 20 di Nyhavn

 

 

Oggi, molte delle splendide case di questa zona sono state rinnovate e ospitano ristoranti e caffè che animano il quartiere del porto. Anche il celebre scrittore danese, Hans Christian Andersen, ha vissuto a Nyhavn, al civico 20. In questa casa scrisse favole di fama mondiale come L'acciarino magico, Il brutto anatroccolo e La principessa sul pisello. Andersen ha anche vissuto vent'anni al numero 67 di Nyhavn e due anni al 18.

 

 

Magstræde
 

 

Magstræde

Dopo un vernissage e una festa, la coppia protagonista di The Danish Girl passeggia attraverso Magstræde. In questa suggestiva strada del centro storico si trovano molte case scampate ai numerosi incendi che scoppiarono in città nel 1728 e nel 1795. Le case ai numeri 17 e 19 di Magstræde risalgono al 1640, la stessa epoca di costruzione di Børsen, la vecchia Borsa di Copenaghen, e dell'osservatorio astronomico Rundetårn, la Torre Rotonda.

 

 

Un locale di Magstræde

 

 

Le case di Magstræde offrono un quadro perfetto della capitale danese di 300 anni fa. Magstræde è oggi una zona residenziale con ottimi ristoranti e viene spesso usata per set fotografici. In origine però questa zona era decisamente meno sofisticata: la prima parte del nome della strada, Mag, è infatti un'antica parola che significa «bagno», in riferimento ad una latrina pubblica che si trovava proprio in questa strada strada.

 

 

Le case di Nyboder in una scena del film

 

 

Nyboder
In una delle caratteristiche case basse a schiera di colore giallastro con i tetti rossi, risalenti al XVII secolo, chiamate Nyboder, viveva Henrik, uno dei flirt di Einar Wegener. Le prime case di Nyboder furono costruite nel 1631 dal re Cristiano IV, considerato il grande costruttore reale danese.

 

 

Il castello di Rosenborg

 

 

Si potrebbero passare giorni a Copenhagen solo visitando gli edifici costruiti durante il suo regno che durò quasi 6o anni, dal 1596 al 1648. Le case di Nyboder, inizialmente destinate a ospitare il personale della marina e le loro famiglie, si trovano vicino al bellissimo castello di Rosenborg, anch’esso fatto costruire dal re Cristiano IV vicino allo splendido parco Kongens Have (Giardino del Re).

 

 

Un balletto in scena al Teatro Reale

 

 

Teatro Reale
Ripreso nel film, il Teatro Reale che troneggia nella piazza Kongens Nytorv dal 1748, ha ospitato molti personaggi famosi, tra cui il filosofo danese Søren Kierkegaard.

 

 

Cafekontrol på museumscafeen på Charlottenborg.

 

 

Il Palazzo di Charlottenborg
Il Palazzo di Charlottenborg fa da sfondo al primo incontro dei due protagonisti del film The Danish Girl, entrambi studenti della Royal Danish Academy of Art. Charlottenborg custodisce una delle più vaste e pregiate collezioni d’arte contemporanea in Europa e ospita mostre, eventi, conferenze, spettacoli, concerti e proiezioni rendendolo un riferimento in materia di arte. Si trova a Kongens Nytorv vicino al Teatro Reale e nelle vicinanze del Magasin du Nord, il più grande department store della Scandinavia, oltre che all'Hotel d'Angleterre uno dei 5 stelle più iconici della città.

 

 

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La costruzione del Palazzo Charlottenborg iniziò nel 1672. Al volgere del secolo la vedova Queen Charlotte Amalie acquistò il castello e il suo nome è rimasto da allora legato a esso.

 

 

Un'altra scena del film The Danish_Girl

 

 

Frederiksstaden e Amalienborg
Le immagini della coppia di artisti a Parigi sono in realtà girate a Copenaghen, nel quartiere di Frederiksstaden risalente alla seconda metà del XVIII secolo, candidato all’iscrizione nel Patrimonio Unesco come uno dei siti urbani più solidamente espressi in Danimarca e una delle più belle espressioni europee del Settecento.

 

 

Una sala del museo del design di Copenaghen

 

 

Frederiksstaden è stato progettato con strade lunghe e ospita il primo ospedale pubblico della Danimarca, attualmente occupato dal Designmuseum, il più grande museo di design con un forum espositivo centrale per il design industriale e le arti applicate in Scandinavia.

 

 

Amelienborg, residenza invernale della famiglia reale danese

 

 

Amalienborg, sede della famiglia reale danese, è parte di Frederiksstaden. Ed è anche uno dei quartieri più alla moda della città, con negozi di antiquariato, case d’asta internazionali e uffici. Parte di Frederiksstad viene anch'esso ripresa nelle scene «parigine» del film.

 

 

Esplanaden

 

 

Il quartiere di Frederiksstaden
Una piccola area del centro di Copenaghen, con ampie strade parallele. Tra i luoghi caratteristici di questa zona Kongens Nytorv e gli eleganti viali Bredgade, Store Kongensgade, Amaliegade, Sankt Annæ Plads ed Esplanaden con loro simmetria rettilinea, in netto contrasto con le strade strette e tortuose del centro storico di Copenaghen. È tuttora caratterizzato da gallerie d'arte, antiquari, case d'asta, agenzie creative ed è dominato dalla residenza reale, il palazzo di Amalienborg e dalla vicina Chiesa di Marmo.

 

 

Arken, il museo dell'arte moderna poco a sud di Copenaghen

 

 

«L’insolita storia di un amore tra un’artista e una musa che trascende i confini di genere» è anche il titolo della mostra dedicata alle opere di Gerda Wegener. L’esposizione è visitabile al Danish Art Museum Arken, a sud di Copenaghen fino al 16 maggio.

 

 

Gerda Wegener, A Summer Day, 1927. Photo -® Bruun Rasmussen Auctioneers

 

 

Ragazze che flirtano, dive glamour, donne sensuali e le immagini di Lili sono tra i soggetti preferiti di Gerda Wegener. La sessualità ambivalente della Wegener e la storia del suo compagno erano troppo difficili per essere comprese dai contemporanei dell’artista. Gerda Wegener ha ricevuto giudizi molto controversi, ma ha goduto di grande successo a Parigi, dove lei e Lili (il marito che si fingeva sua modella) hanno vissuto per due decenni dal 1912 partecipando con entusiasmo al mondo dello spettacolo parigino, come testimoniano le molte opere di Gerda che ritraggono feste e carnevali. Gerda è diventata rapidamente una ritrattista popolare e ha esposto nelle più importanti gallerie d'arte a Parigi e oltre che nel padiglione francese all'Esposizione mondiale nel 1925, dove ha vinto due medaglie d’oro.

 

 

Veduta aerea del museo di Arken

 

 

Come raggiungere Copenaghen
La capitale danese è collegata all’Italia con voli diretti da Milano, Roma, Bologna, Venezia, Firenze, Pisa, sia da compagnie low cost sia di linea.

 

 

Copenaghen, l'aeroporto

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