Cuba, aperto un hotel americano all’Avana

Un'auto d'epoca davanti al Four Points by Sheraton, all'Avana: è il primo albergo cubano amministrato da una società americana dopo la rivoluzione del 1959
 

Un'altra piccola rivoluzione si è compiuta a Cuba. Ma questa è firmata Raúl, non Fidel. Non riguarda la cacciata ma l'accoglienza degli americani nell'Isla Grande. Il 28 giugno, all'Avana, è stato ribattezzato Four Points by Sheraton quello che fino ad allora si era chiamato Quinta Avenida.

È di un hotel che si parla, ammesso nel circuito della fascia alta, ma pur sempre lontano dal centro della città. Non è bellissimo, ma è stato rimesso a nuovo. Forse il servizio migliorerà. Per il quotidiano Granma, voce ufficiale del regime, con questa operazione «si apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti», bruscamente interrotte il 3 gennaio 1961. E se lo dice il giornale che nella testata porta il nome della nave con cui Fidel Castro, Che Guevara e gli altri rivoluzionari sbarcarono sull'isola per toglierla al dittatore Fulgencio Batista, burattino dei veri padroni americani, c'è da credergli. Effettivamente la data merita di essere cerchiata in rosso sul calendario. Dal 1959, anno della rivoluzione castrista, non era mai accaduto che una società nordamericana avviasse un'impresa commerciale sull'isola.

Così descrive l'avvenimento il giornale cubano on line 14ymedio: «Un podio, dei microfoni e un imponente dispositivo di agenti di sicurezza decoravano la lobby fin dalle prime ore del mattino, in attesa della cerimonia inaugurale. I dirigenti della società americana e le autorità dell'isola sono tutte invitate al battesimo del nuovo albergo».

È la multinazionale Starwoods Hotels & Resorts Worlwide ad amministrare il rinato albergo dopo averlo rilevato da una società cubana. La catena americana è stata la prima a profittare dell'alleggerimento dell'embargo economico decretato dagli Stati Uniti verso l'isola nei primi anni Sessanta. «Ma questi progressi sono stati raggiunti senza che il Congresso americano abbia levato l'embargo», ricorda il Granma.

Il turismo è uno dei settori dai quali Cuba ricava le sue maggiori risorse. Lo scorso anno, infatti, sono sbarcati nell'isola circa tre milioni e mezzo di visitatori, soprattutto europei e canadesi. I grandi assenti all'appello, per quanto il richiamo sia forte e la distanza minima, sono gli americani. Se le restrizioni che li riguardano venissero cancellate, come prevede un progetto di legge nell'agenda dei lavori di Washington, almeno due milioni di turisti yankee si riverserebbero su Cuba nel 2018.

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi