Le 10 città più cool del 2016

Roma souvenir

 

Non sappiamo da dove le derivi tanta autorevolezza, fatto sta che quando la Lonely Planet emette una sentenza o, meglio, stila una classifica, tutti se ne stanno zitti, ascoltano e trascrivono. Neppure noi ci esimiamo. Dopo le regioni che, a detta del business planetario del turismo, saranno prese d'assalto il prossimo anno, registriamo ora la profezia sulle dieci città più cool del pianeta. Chi, il prossimo anno, non ne visiterà almeno una dovrà sentirsi, come un musulmano che non si attiene ai cinque pilastri dell'islam, cioè un reietto in odore di apostasia, come un minchione disinformato e per nulla up to date, come un eccentrico che vuol fare di testa sua. Ognuno di noi ha dentro di sé la risposta di chi sia. Se la dia.

Per quel che ci riguarda, da giornalisti non possiamo ignorare le agenzie soprattutto quando la fonte è così incontournable (di tanto in tanto una parola francese ci vuole). Comunque state sereni, anche se non potrete visitare una delle città in elenco (abitarci non vale, credo, anche se non sarebbe male talvolta fare un po' di turismo casalingo per approfondire), il mondo gira e prima o poi passerà anche dalle vostre parti, senza che vi sforziate per andargli incontro.

Le hit parade della Lonely Planet sono volubili, vanno su e giù come i listini di borsa e le graduatorie delle città vivibili che si leggono sul Sole 24. In cui di certo c'è che Bolzano è sempre in testa di lista mentre altre, come Parma, vanno su e giù da un anno all'altro come l'indice di un sismografo durante il succedersi delle scosse. Dato che non si può e non si deve vivere fuori dal mondo, siate conformisti: mancate di tener d'occhio le graduatorie della Lonely Planet. Per essere cool, anzi cooler, al meno al bar. E perché non coolest, che è l'apice della sciccheria? Che cosa significhi essere cool di preciso non lo so. A naso tradurrei fico o figo, a seconda della regione della Penisola in cui si dimora.

Non so perché, ma ho la legittima suspicione che per ognuna di queste città cool uscirà il prossimo anno una guida cool ad hoc. Mi saprete dire se mi sono sbagliato.

In questo elenco, che ci porta ai quattro angoli del mondo manca del tutto l'Africa. Possibile che in un continente così vasto non ci sia neppure una città cool o perlomeno trendy, di non importa quale tendenza?

Come in tutte le hit parade che si rispettino, partiamo dall'ultimo posto verso il primo. Chissà per quale oscuro motivo, gli ultimi siamo noi. Roma. No, non datemi a intendere che è per colpa di Ignazio Marino. Che cosa ne volete che ne sappiano i compilatori anglosassoni del povero sindaco. A meno che certi tentacoli non arrivino fino ai piani alti dei signori del tursimo. Mah.

 

 

Papa Francesco celebra la messa nella basilica di San Pietro la vigilia di Natale del 2014.

 

10. Roma. I milioni di pellegrini che ingolferanno la capitale per il giubileo indetto l'aprile scorso da papa Francesco saranno la risposta romana all'Expo milanese e ai danni provocati da Mafia capitale? I venditori di souvenir e i centurioni in servizio effettivo permanente attorno al Colosseo già si fregano le mani al pensiero, un po' meno contenti saranno i vigili urbani, tremebondi i futuri assessori. Coraggio. Come ha detto il prefetto Franco Gabrielli, la città ha viste ben di peggio. Evidentemente non ha capito la differenza tra la Città Eterna e la città indistruttibile. Tra il luogo comune e il luogo reale.

 

Nashville (Tennessee), la mecca americana del country

9. Nashville (Stati Uniti). La mecca della musica country, città del Profondo Sud (Tennessee) impregnata di senatori democratici e bigottismo, è anche la patria di Betty Page, la reginetta indiscussa delle pin-up, negli anni 50 simbolo di un eros ammiccante ma non esplicito. Le procaci forme e le maliziose pose da lei esibite sulle copertine dei giornali le costarono un processo e la messa al bando. Andare laggiù sulle sue tracce può essere un modo per riabilitarla e risarcirla.

 

Salford, nell'area della Greater Manchester

8. Manchester (Gran Bretagna). La città che deriva il suo nome dagli antichi romani (magnum castrum), è famosa per lo sport e la cultura, che hanno il loro centro pulsante nel quartiere di Salford, nella Greater Manchester.

 

Fremantle (Australia), il porto di pesca

7. Fremantle (Australia). È il porto delle regate e delle coppe veliche (ospitò l'edizione 1987 dell'America's Cup). Per quanto abbia solo 25 mila abitanti, è un crocevia di culture che si esprimono in diversi settori, dalla musica alla cucina (italiana, greca, asiatica).

 

 

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6. Mumbai (India). Da quando è uscito il film Mumbai Diaries, la lavanderia a cielo aperto di Dhobi Ghat è diventata l'attrazione turistica più visitata e fotografata in città. Non è l'unica reliquia del passato in una metropoli che punta diritta verso il cielo. Slum e grattacieli, una convivenza indissolubile in India.

 

Markthal Rotterdam, Paesi Bassi

5. Rotterdam (Paesi Bassi). Alla Erasmus University di Rotterdam hanno messo a punto il Fertility Calculator. Serve a programmare una gravidanza per avere buone probabilità portarla a termine senza ricorrere alla fecondazione assistita. È utile per sapere a che età è meglio darsi da fare se si vogliono avere tre figli. E per altre legittime curiosità del genere procreativo. Ma se non è questa una ragione sufficiente per visitare la città del filosofo il cui nome ha dato il nome agli studenti più girelloni dell'età moderna, sappiate che la città offre molto di più. Secondo noi, la meta più suggestiva della grande città portuale è il Markthal Rotterdam, il colossale mercato coperto, capolavoro di architettura inaugurato un anno fa.

 

 

George Town (Malesia), esempio di street art

4. George Town (Malesia). Capitale dello Stato di Penang, George Town è stata una delle ultime colonie cinesi prima che la Malesia diventasse indipendente. Una curiosità da non mancare è il Dhammikarama, tempio buddista di tradizione birmana, la cui costruzione risale al 1803. I suoi colori vivaci e le sculture di stampo disneyano mettono una nota di allegria in una città spesso corrucciata a causa dei suoi cieli grigio-fumo. Un'altra divertente attrazione è la street art, muri dipinti con immagini integrate da oggetti o persone. Secondo una recente classifica, George Town occupa la decima posizione tra le città più vivibili dell'Asia.

 
Dublino, Irlanda

3. Dublino (Irlanda). La capitale dell'Irlanda redenta, della poesia e della letteratura del XX secolo, della musica indiavolata o malinconica, della birra scura, dei pub e della Storia tout court non abbisogna di particolari puntelli e raccomandazioni per tenersi a galla nel palinsesto delle mete più desiderate. Le occasioni per farci una capatina non mancano mai. Volendo trovarne una per il 2016 potrebbe essere il concerto degli U2 a Capodanno. Se ne parla da tempo. È vero che hanno in programma un tour europeo, ma volete mettere sentirli e vederli nel loro habitat naturale.

 

Quito, Ecuador

2. Quito (Ecuador). la capitale del Paese sudamericano possiede la più ricca e importante collezione di arte coloniale d’America. Il patrimonio architettonico non è da meno. Il centro storico conta 40 tra chiese e cappelle, 16 convitti e monasteri con i loro chiostri, 17 piazze, 12 sale capitolari, 12 musei e innumerevoli cortili di straordinaria bellezza. Proprio per questa ricchezza, nel 1978 l’Unesco ha dichiarato Quito patrimonio dell’umanità.

 

 

Cattaro, Montenegro

1. Cattaro (Montenegro). Una sorpresa a due passi da casa, nel Paese di Elena che fu nostra regina, in quanto consorte di Vittorio Emanuele III, dal 1900 al 1946. La città si specchia nelle Bocche di Cattaro, una sorta di fiordo nel quale si insinua l’Adriatico. Antico dominio veneziano, Cattaro ospita italiani fin dal XIV secolo. Ridotti ormai a circa cinquecento individui, parlano un dialetto che è un misto di veneto e di slavo. Mentre il «veneto da mar» sta regredendo a favore dell’italiano. Colpita da un terremoto il 15 aprile 1979, la città fu prontamente restaurata. Una lezione per chi non ha ancora risolto i problemi dei terremotati del Belice (1968). Una regione per andare fin là a chiedere come hanno fatto.

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