Barcellona, è Can Maño il miglior ristorante di Barceloneta

C'è sempre la fila fuori
 

di Giorgio Triani

Avere l’amico in loco - com’è noto- è un plus gastronomico che non ha eguali. In questo caso l’amico, è barcellonese e dopo avermi esortato a stare alla larga dai ristoranti di Barceloneta che s’affacciano sul lungomare, mi dà alcune dritte che riporto testuali e vi giro con piacere. «Casa Leopoldo era il ristorante favorito di Manuel Vázquez Montalbán, se invece vai al ristorante Stevet devi chiedere torrijas come dessert; da battaglia, ma tipici,  sono invece Bidasoa (cucina basca) e Can Maño (cucina di mare); infine, caro ma di un amico Dos Palillos».

Naturalmente e per farla breve visto che non sono un critico o un giornalista gastronomico vi dirò con qualche dettaglio di una sola, ma memorabile mangiata. Della cena d’altri tempi (da trattoria italiana anni Cinquanta-Sessanta) consumata da Can Maño.

Il ristorante si trova al civico 12 di calle Baluard, un vicolo di Barceloneta, a qualche centinaio di metri dal lungomare: una distanza minima ma sufficiente per cancellare i «grandi menu parlanti» per turisti, con foto e prezzo dei piatti e l’immancabile paella.

Can Maño non ha nemmeno un insegna affacciata sulla strada, ma lo vedi di lontano perché c’è spesso una fila di persone che sembra di essere alle Poste. Anche l’ingresso è una semplice vetrina che dà direttamente su una delle sale. La prima sera mi sono rifiutato di fare la fila per mangiare, la seconda pure, la terza ho pensato che forse valeva la pena di aspettare. Come peraltro suggeriscono parecchi commenti su Trip Advisor, inevitabilmente consultato.

Più che un’osteria, secondo gli standard correnti, possiamo definirla una bettola: tavoli piccoli e fitti. Profumi di cucina che si spandono liberamente per le sale da pranzo, ma il timore di uscire con gli abiti fritti lascia posto, appena ci si siede, a un fiducioso senso di familiarità. Anche perché il cameriere, che vi dà giusto il tempo di leggere il menu del giorno ed è già pronto per la comanda, non è in divisa d’ordinanza. Ha solo un tovagliolo che gli pende in vita, infilato nella cintura. Sembra un cameriere per caso, ma è molto attento, gentile e soprattutto veloce come l’arrivo in tavola dei piatti.

Carne o pesce, tortillias e insalate speciali, patate e pomodori fritti. Si può procedere random, per estri golosi, oppure affidarsi ai platos combinados. Alla griglia o fritti, è comunque un gran bel mangiare. Soprattutto il pesce che ha freschezze che incantano: sardine, seppie, calamari, gamberoni la cui cifra di sapore è data dalla semplicità delle cotture. Di salse infatti non v’è traccia e anche i dolci sono essenziali. Giusti e pure nei formati mini o maxi (soprattutto i flan) per concludere un pasto che non potrà non essere ottimo e abbondante.

 
Piccola galleria per grandi appetiti

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