Belgio, giù le mani dalla maionese del Re

Maionese e patatine fritte, la specialità numero uno del Belgio

 

Avete presente la maionese belga? No? Beh, dovreste: è un'istituzione gastronomica, come da noi la pommarola e guai a chi la tocca. Neppure l'Unione europea, principale industria del Paese, prova a metterci le mani. Per paura che gliele taglino. Ma rischia di trasformarsi in guerra aperta ciò che per ora è solo malcontento dei produttori verso una legge monarchica di sessant'anni fa.

Il decreto reale dispone che, per chiamarsi tale, la maionese belga debba contenere almeno l'80 per cento di materia grassa e il 7,5 per cento di tuorlo d'uovo. Apriti cielo! La norma suona come una bestemmia alle orecchie di dietologi e salutisti. E trova un'eco nelle proteste degli industriali della popolare salsa: ma come si fa a esportare un prodotto così ricco? Cioè saturo di grassi.

«Nel 1955, quando la legge è entrata in vigore. Il contesto era differente», spiega il portavoce della federazione belga dell'industria alimentare. In altre parole, i belgi la maionese se la producevano e in gran parte se la mangiavano. Allora come oggi vi intingono le patatine fritte, les frites, altra ghiotta leccornia del Paese.

Il problema non è di poco conto, considerato che la maionese belga muove un giro d'affari di 1,1 miliardi di euro. Un business insidiato sul mercato internazionale dalla temibile maionese spagnola la cui percentuale grassa è solo del 60 per cento. Concorrenza sleale in seno a quell'Ue che pretende di regolamentare tutto, dalla circonferenza delle cipolle alla curvatura delle zucchine?

È da una quindicina d'anni che i produttori belgi chiedono alle autorità nazionali di adeguare la legislazione nazionale alle norme europee secondo le quali bastano il 70 per cento di olio e il 5 per cento di giallo d'uovo per chiamarsi maionese.

Se ne discuterà, hanno fatto sapere dal governo. Con calma. Per quanto possa sembrare paradossale, se la maionese belga si è fatta un nome nel mondo è proprio grazie alla sua elevata quantità di materia grassa.

La maionese abbinata alle patatine, oltre che una specialità, è un'arma. Lo scorso dicembre due militanti del gruppo Lilith, ex Femen, hanno cosparso di maionese e bombardato di frites il primo ministro mentre parlava a una riunione di uomini d'affari. Non ce l'avevano con la composizione della salsa ma con le misure di austerità imposte al Paese.

Il premier ha accolto la contestazione con un sorriso, è andato a cambiarsi e poi ha ripreso da dov'era stato interrotto. C'è chi sostiene di averlo visto raccogliere un spruzzo di maionese dalla giacca con un dito, portarselo alla bocca e leccarlo. Che la maionese sia la Nutella dei belgi? Succedono strane cose da quelle parti. A noi che a volte passiamo di lì piacerebbe che l'avesse vinta la maionese del re. Che almeno un angolo, in questa Europa, omologata e omogeneizzata, restasse fedele alle antiche tradizioni. Per poter sfogare lì le nostre nostalgiche golosità. Per farci del male? Certo, basta saperlo. E saperlo ci basti.

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