Le dieci regole del perfetto picnic

Déjeuner sur l'herbe

 

È la stagione giusta per le scampagnate. In compagnia. Per assaporare la pace agreste. Per un tuffo nel fiume. Per godere dei profumi della natura. Ma viene il momento in cui tutti questi piaceri abbisognano di uno spuntino. E se lo scopo dell’uscita fosse proprio il pranzo en plein air. Beh, in questo caso, non si può improvvisare. Per la buona riuscita di un picnic bisogna rispettare certi «comandamenti».

Accetta il meteo che ti passa il convento
Il sole, caldo ma non troppo, una leggera brezza, neppure una nuvola all’orizzonte, la sponda di un ruscello, l’ombra degli alberi. È lo scenario ideale, ma non indispensabile del perfetto picnic. Bisogna mettere in conto gli imprevisti. Le zanzare vogliono fare merenda con voi? Difendetevi con quegli unguenti che le disgustano. Il fresco esagera? Basta proteggersi con un golfino. In conclusione, la natura può sì riservarvi fastidi ma tutti scongiurabili con modeste precauzioni. Solo la pioggia può rovinare un déjeuner sur l’herbe.

Prevedi tutto, non lesinare sugli utensili
Nulla è più spiacevole che ritrovarsi in un bucolico scenario, con una bottiglia di vino gravida di promesse tra le mani, e scoprire che ci si è dimenticati del cavatappi. Per evitare simili frustrazioni, bisogna lavorare di fantasia alla vigilia della partenza. Immaginarsi sul posto alle prese con tutte le operazioni da compiere e annotare gli utensili necessari per condurle a lieto fine. Indispensabili la tovaglia e la borsa termica, ma anche giochi per grandi e piccoli, come un mazzo di carte e un frisbee.

Dedicati a un solo tema
Insalata di riso? Pasta fredda? Verdure e formaggi? Salumi di tutti i tipi, già affettati o da affettarsi al momento? Tonno in scatola e leccornie sott’olio? Pizze, focacce, frittate e torte? Fricandeau e roastbeef? Quel che volete purché non sia di tutto un po’. Meglio il menu a tema. Per esempio, solo pesce e prodotti del mare oppure torte e focacce. E che tutti diano un contributo restando in argomento. L’ideale è che ciascuno sappia fin dall’inizio che cosa deve portare: chi le bevande, chi il dolce, chi il salato. Per evitare i doppioni.

Cucina per condividere
Sia chiaro che non si porta il proprio contributo per mangiarselo da soli. Mettersi attorno a una tovaglia stesa sull’erba, come in un quadro di Manet, è sinonimo di convivialità. E di condivisione. La torta, l’insalata, i sandwich portati da ciascuno saranno divisi e distribuiti tra tutti in un clima di scambio di assaggi e di reciproci complimenti. Conditi dal buonumore.

Scegli solo i migliori prodotti
Non è perché un picnic è un pranzo informale che dev’essere fatto alla bell’e meglio. La regola base: mai lesinare sulla qualità. Quel che non preparate in casa, sia acquistato tra le migliori marche. Non pretendete di far bere o mangiare ad altri quel che non portereste in tavola a casa vostra.

 

 

Picnic

 

 

Non sottovalutare i rischi del trasporto
Il caldo, un lungo viaggio, ritardi e imprevisti possono influire negativamente su certi prodotti. Non tutti gli alimenti sono adatti a uscire di casa. Da evitare: la maionese fatta in casa, i formaggi morbidi facili a sciogliersi, i frutti di mare e tutto ciò che è troppo grasso e rischia di fondere.

Non dimenticare le bevande
Mangiare è importante, ma bere è fondamentale. Soprattutto quando fa caldo. Pensate a bevande per tutti: acqua, succhi e alcolici molto leggeri. Il vino o la birra (anche in questo caso bisogna scegliere una linea: o l’uno o l’altra) devono essere rigorosamente trasportati in borsa termica, magari arricchita di buste di ghiaccio secco. E vanno messi «in tavola» in un contenitore che li protegga dal caldo.

Pensa all’ambiente
Portate con voi due capaci borse di plastica: una per i rifiuti da gettare; l’altra per tutto ciò che è riciclabile. Se fate regolarmente dei picnic è consigliabile investire in un cestino con posate e stoviglie incorporate. In questo modo eviterete ogni volta di comparare bicchieri di plastica, piatti di cartone che si piegano sotto il peso delle pietanze, forchette e coltelli usa e getta che si spezzano durante l’uso. Il pianeta, già intasato di immondizia, ve ne sarà grato.

Cerca un luogo strategico
Un parco attrezzato? Un bosco? Un prato tra le colline? Il greto di un torrente? Un alpeggio? Prima di scegliere è buona cosa consultarsi con i compagni di gita, tener conto delle esigenze dei bambini e delle potenziali fonti di pericolo. Non ultimo, considerare la vicinanza di un locale pubblico, come una trattoria, in cui rifugiarsi in caso di improvviso maltempo. Per i neofiti è forse meglio un parco con tavoli e panche. Stendere la tovaglia sull’erba già alla prima uscita potrebbe essere un piccolo trauma per chi non è abituato al contatto ravvicinato con la natura. Nell’erba camminano bestioline con certe zampette che non hanno riguardo per la gente di città ma sanno riconoscere il buon cibo. Difficile condividere serenamente con simili intrusi.

Cogli lo spirito del picnic
Non sei a casa tua, non puoi fare avanti e indietro dalla cucina o dalla cantina alla sala da pranzo. Dopo mangiato non è prevista la tivù. Accontentati di quel che avete portato. Non crucciarti per la dimenticanza di un oggetto. Non drammatizzare la puntura di una zanzara o le molestie delle mosche. Non spazientirti per il concerto delle cicale. Entra nello spirito della giornata particolare, goditela così com’è. E soprattutto cerca di capire se ti va a genio questo modo di trascorrere il tempo libero. E ripeti l’esperienza solo se ne sei convinto.

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi