Stati Uniti, benvenuti al fast food Arrangiati

Eatsa 1
 

 

Quando sarete arrivati al termine della (molto lunga) coda in attesa di essere serviti, non sarete serviti. Funziona così al ristorante Eatsa appena aperto a San Francisco. Raggiunta l’agognata posizione, non vi troverete naso a naso con un cassiere o una cassiera, ma con un iPad, al quale saldare il conto. Naturalmente non aspettatevi di farlo in cantanti. Si paga solo on line, con non importa quale cartoncino plastificato. Ops, «card».

Quando la vostra insalata bio sarà pronta non crediate che qualcuno ve la serva al tavolo e neppure che siano mani umane ad allungarvela da un bancone secondo le (ormai desuete) regole del self service. Vale lo stesso principio del pagamento: dovrete fare tutto da soli. E cioè ritirare quanto avete ordinato da un box numerato con lo sportello trasparente.

Eatsa (121 Spear Street) è il primo ristorante del tutto automatizzato in cui non siano previsti contatti tra dipendenti e clienti. Chi l’ha concepito, proviene ovviamente dall’asettico mondo dell’informatica applicata alle cavie umane. L’obiettivo, sempre secondo questi cervelloni, intervistati dal quotidiano San Francisco Chronicle, sarebbe quello di «reinventare il fast food» rendendo il processo legato al pasto «più efficace». Fuor di gergo, ingozzati e torna presto al lavoro. Chissà se questi «reinventori» della catena di montaggio applicata alla pausa pranzo hanno messo in conto il tempo che si perde a fare la fila allo sportello.

Un’altra particolarità che la dice lunga sul trend alimentare di americani e followers: quasi tutti i piatti sono a base di quinoa. Buon pro vi faccia.

 

 

Eatsa 2

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi