Elaine e le pietre parlanti

La Mano del Desierto nel deserto di Atacama (Cile), nel 2001.

 

 

Foto di Elaine Ling

 

Elaine Ling si considera una vecchia anima, il che spiegherebbe perché si senta così attratta e da così lungo tempo dalle più antiche e misteriose opere umane, quei monumenti di pietra che, essendo tutti d'un pezzo, chiamiamo monoliti.

La fotografa canadese ha scoperto le pietre, sia naturali che lavorate, nel 1995, durante una camminata sulla Via Sacra, la strada di Pechino, fiancheggiata da manufatti di pietra, che conduce alla necropoli imperiale cinese.

Qualche tempo dopo ritroviamo Elaine in Namibia, dove percorre 650 chilometri per fotografare pittogrammi raffiguranti animali. In seguito batterà l'Asia, l'Africa e le Americhe, sempre alla ricerca di enigmatici megaliti che fotografa con pellicola Polaroid. Oltre un centinaio di immagini di questi viaggi sono raccolte nel volume Talking Stones: A Photographic Sojourn («Le pietre parlanti: un soggiorno fotografico»), pubblicato lo scorso marzo da Kehrer Verlag.

 

 

Galleria fotografica

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