Gran Bretagna, tesori da spiaggia

Accendini usa e getta. Fatto!

 

 

«Nel 2011, il fotografo Stuart Haygarth percorse 800 chilometri lungo le coste inglesi, dal Kent a Land's End, per raccogliere ogni genere di oggetto di fabbricazione umana in cui gli capitasse d'imbattersi», riferisce The Guardian. Trentotto giorni di raccolta seguiti da ore e ore di cernita sono approdati al volume Strand («spiaggia», in antico inglese e in tedesco), edita da Art/Books.

Ordinato con cura quasi tassonomica, per colore o per genere di oggetti, questo pattume arenile dà vita a tavole il cui valore estetico riscatta la povertà dei materiali. Trasfigurate dal gusto del «compositore», queste reliquie del passaggio di sporcaccioni di tutte le risme, diventano «gli archivi abissali di un passato e di innumerevoli storie personali impossibili da ricostruire», conclude il quotidiano britannico.

Che non sia questa una buona ragione per gettare nell'ambiente qualsiasi cosa vi capiti tra le mani. Primo, perché non è detto che alle vostre calcagna ci sia un artista intenzionato a raccoglierla. Secondo, perché, anche se così fosse, non per questo verreste citati come collaboratori alla creazione dell'opera d'arte. Terzo, perché potreste beccarvi una bella multa. E questo è quel che vi auguriamo.

 

 

L’isola dei tesori

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