Mali, la swinging Bamako di Malick Sidibé

La foto forse più cosciuta di Malick Sidibé

 

 

È una di quelle storie sempre più rare. Storie nate dopo la caduta del colonialismo in Africa. Quando i colonizzati si emanciparono non solo politicamente ma sfruttando quel che di buono avevano lasciato loro i colonizzatori, insieme all'indipendenza, alla povertà e alla lingua. Per esempio, un mestiere e qualche idea.

Malick Sidibé, morto il 14 aprile di quest'anno, era nato nel 1936 nel Mali, allora soggetto alla Francia (lo è ancora, ma in maniera diversa, più subdola, in nome dell'«amicizia»).

 

 

Questa foto risale al 1962, durante il boom del twist

 

 

Malick sa disegnare, frequenta l'istituto d'arte a Bamako, la capitale, e nel 1955 ottiene il diploma di artigiano gioielliere. Quello stesso anno comincia a lavorare in uno studio fotografico tenuto da un francese. Nel 1962 ne aprirà uno suo. All'epoca, il grande maestro maliano del ritratto è Seydou Keita, che fotografa con la camera 16x18 gli eleganti della capitale e le loro famiglie

Malick Sidibé sceglie apparecchi più leggeri: 6x6 per lo studio e 24x36 per i reportage. Ed è con i reportage che si fa un nome. Fa il ritratto alla gioventù di Bamako degli anni Cinquanta, «avida di musica e libertà mentre il Paese si appresta all'indipendenza». Queste serie di foto iniziano verso il 1957 e si protraggono fino al principio dei Settanta. Ma saranno soprattutto i ritratti realizzati in studio a costituire il grosso della sua attività. Fa tutto lui, Malick, scatta, sviluppa, stampa. Lavora soprattutto di notte, quando la temperatura si abbassa. Il suo è sì un mestiere privilegiato, ma senza aria condizionata.

 

 

I Barbus nel 1963

 

 

La sua clientela è popolare, giovane, per lo più del quartiere. Malick ha un animo allegro, è curioso, entusiasta, generoso. E mette un po' di queste qualità in ognuna delle sue foto. Lo studio diventa un teatro d'invenzioni, nel gioco delle pose o nella scelta dei fondali. Il suo nome circola, i clienti arrivano anche da altri quartieri. Dal resto del Paese. I suoi ritratti vengono pubblicati dai giornali e fanno il giro del mondo. Il 17 aprile scorso il Mali gli ha reso un omaggio nazionale a domicilio.

 

 

Fotogalleria (61 immagini)

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