Africa, i fantasmi della savana nella giungla urbana

Terreno abbandonato con elefante. Foto di Nick Brandt

 

 

foto di Nick Brandt

 

Nel suo ultimo progetto Inherit the dust («Ereditare la polvere»), il fotografo britannico Nick Brandt denuncia la distruzione della fauna selvaggia dell'Africa orientale. Per illustrare la loro scomparsa, ha installato dei ritratti degli animali a grandezza naturale nei loro habitat.

Quando Nick Brandt ha iniziato a fotografare gli animali selvaggi nell'Africa orientale, all'inizio degli anni 2000, ignorava che la distruzione del loro ambiente naturale sarebbe stata così rapida.

Con Inherit the Dust, il fotografo denuncia la minaccia che grava sulla fauna africana piazzando simbolicamente elefanti, felini, giraffe o scimpanzé nei luoghi dove vivevano e che nel frattempo sono diventati discariche, fabbriche, cantieri, viadotti. «Nick Brandt ha stampato a grandezza reale foto che aveva scattato all'inizio della sua carriera e le ha disseminate in questi interstizi di desolazione generati dallo sviluppo incontrollato dell'Africa. A causa dell'attività umana, questi animali sono diventati rari ed estranei come dischi volanti proprio nel continente dove dovrebbero essere di casa», ha scritto la rivista New Yorker.

Ci sono volute fino a venti persone per drizzare gli enormi teloni sui quali sono riprodotte le foto. Poi, macchina fotografica analogica Mamiya in mano, Nick Brandt ha atteso ore, talvolta giorni, che il cielo si coprisse per ottenere, in bianchi e neri tagliati secchi, «questi ritratti della perdita e della distruzione», come ha scritto The Wall Street Journal. «Vedere quel che prima c'era lì permette di constatare l'enormità di ciò che è stato annientato: branchi di elefanti, di giraffe o di gazzelle che, ancora non tanto tempo fa, si muovevano tranquillamente in quei paesaggi», commenta l'artista in uno dei saggi che accompagnano Inherit the Dust, il volume che uscirà il 9 aprile 2016 (Edizioni Edwynn Houk, distribuzione Thames & Hudson).

Nelle foto di Brand si sono anche bambini e adulti: pure loro subiscono e patiscono l'inurbamento e l'urbanizzazione anarchica che li ha sprofondati nella miseria. «Ma come riuscire a catturare sulla pellicola l'ampiezza e la velocità della distruzione? Io non ho ancora trovato la soluzione artistica a questo problema», si rammarica Nick Brandt.

 

Il fotografo

Nato nel 1966, Nick Brandt ha una passione: l'Africa, che questo inglese setaccia da una quindicina d'anni per documentare la sparizione degli animali selvatici e degli spazi naturali. Dalla sua ossessione ha ricavato un impegno: la Big Life Foundation che dal 2010 si batte per la protezione dell fauna dell'est del continente.

 

 

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