Beate le vacche, in Uganda, India e Madagascar

Bovini di razza Ankole nel distretto di Kiruhura, Uganda occidentale, 2012

 

 

foto di Daniel Naudé - testo di Fanny Arlandis

 

 

Per due anni il fotografo sudafricano Daniel Naudé ha lavorato sulle società in cui la vacca è considerata un animale sacro. È stato in Uganda, in Madagascar e in India per immortalare quei bovini e capire il ruolo che occupano nelle diverse culture. «Quel che mi interessa sono le pose, i momenti, le specie e le fisionomie di ognuno di quegli animali», spiega Naudé. È una frase che vuol dire tutto e niente poiché è applicabile a un’infinità di soggetti. Forse sarà meglio lustrarsi gli occhi con il libro Sightings of the Sacred (Prestel Publishing), appena pubblicato e del quale anticipiamo qualche foto.

 

 

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Vacca di razza Ankole. Distretto del lago Mburo, Nyabushozi, Uganda occidentale, 2012

«Sono sempre stato interessato alla protezione delle specie animali, all’incrocio delle razze, all’estinzione delle specie e a come gli esseri umani reagiscono a questi fenomeni. Dopo aver concluso il mio progetto precedente, Abimal farm (animali da fattoria), mi è capitato tra le mani un articolo sul watussi dell’Uganda, un discendente dello zebù, e ho appreso che questi animali avrebbero potuto estinguersi nel giro di quarant’anni a causa dell’incrocio con le vacche da latte».

 

 

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Mungitura di una vacca di razza Ankole 3. Periferia di Mbarara, distretto di Kiruhura, Uganda occidentale, 2012

«Le vacche di razza Ankole-Watusi sono venerate per le loro grandi corna, che somigliano a una lira e fanno pensare all’era preistorica. Le trovo particolarmente belle e per questo ho voluto che i loro ritratti costituissero il primo capitolo di questi nuovo progetto Sightings of the Sacred. Queste lavoro mi ha impegnato per tre anni tra Madagascar, India e Uganda.

 

 

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Vacca di razza Ankole. Distretto del lago Mburo, Nyabushozi, Uganda occidentale, 2012

«Prima dell’arrivo del cristianesimo in questa parte dell’Africa, il popolo Bahima faceva delle offerte di latte agli dei guardiani delle mandrie. Nella loro lingua, esistono parecchie parole per descrivere i colori o le forme delle corna. Ogni caratteristica dell’animale ha il suo vocabolo».

 

 

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Pascoli nel distretto del lago Mburo, Nyabushozi, Uganda occidentale

«La sopravvivenza delle vacche watusi ha un posto centrale nei dibattiti culturali ed economici del Paese. la posta in palio è la difesa dei valori e dei simboli africani dall’invadenza commerciale dell’Occidente».

 

 

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Festa di Mattu Pongal. Kananthampoondi, Tamil Nadu, India, 2014 

«Nel sud dell’India, durante un festival chiamato Mattu Pongal, gli agricoltori decorano le vacche dopo i raccolti per ringraziare gli dei. Il profondo rispetto per vacche e tori è dimostrato dal divieto di macellarli se non a certe condizioni, come l’età e il sesso. Ma in sei Stati, l’uccisione è del tutto proibita».

 

 

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Esemplare di zebù al mercato del bestiame di Ambalavao, Alto Matsiatra, Madagascar, 2013

«In Madagascar, il popolo Bara ha inserito lo zebù nella propria cosmologia e nel culto degli antenati. Alcuni di questi animali vengono scelti per essere sacrificati, per esempio quelli con la testa nera e una macchia bianca a forma di diamante in fronte. In queste società, quanto il proprietario di una mandria muore, tutte le sue bestie vengono abbattute e i loro crani posti sulla sua tomba con messaggi decorati da disegni che illustrano la vita del defunto».

 

 

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Piantagione di fiori ad Hanekan, distretto di Kannakurkkai, Tamil Nadu, India, 2014

«In India, i bramini considerano le vacche, così come altre forme di vita, manifestazioni del divino. Diceva Gandhi: “Io venero questo culto e devo difenderlo verso il mondo intero”. Per gli indù, Nandi, il toro, è la cavalcatura del dio Shiva e il guardiano della sua dimora, come è rappresentato nelle decorazioni dei templi sparsi per il Paese».

 

 

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Festa di Mattu Pongal. NH 66 road, Tiruvannamalai, Tamil Nadu, India, 2014

«Gli uomini dipendono dalle mandrie per numerose ragioni. In India, le corna dipinte dei bovini sono il segno di questa interdipendenza tra animali e umani».

 

 

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Festa di Mattu Pongal. Distretto di Nedungavadi, Thandrampet, Tamil Nadu, India, 2014

«Io spero che i miei ritratti permettano a coloro che li guardano di comprendere gli antichi legami tra uomini e bovini in Uganda, Madagascar e India. La presenza di questi animali e la loro diffusione arricchisce la cultura umana. Nessuna di queste foto è una messinscena. Quando le ho scattate, io e l’animale eravamo una cosa sola».

 

 

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Festa di Mattu Pongal. Distretto di Kanakkandal, Tamil Nadu, India, 2014

«Lo scopo di questo lavoro era soprattutto quello di mostrare l’individualità di ciascun animale, le sue caratteristiche, la sua espressività corporea, le quali provano che la sua personalità è unica».

 

 

Shiva e Nadi

Kolundampattu, Tamil Nadu, India, 2014. Shiva suona il flauto mentre Nandi, il toro, gli lecca i piedi.

Fonte: slate.fr

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