Bergolo, il teatro della pietra sulla via del sale

L'esterno del teatro

 

 

Sono state calpestate per secoli dai mercanti del sale sulla via che collega il Piemonte meridionale alla Liguria. Dai pellegrini che viaggiavano carichi di fatiche, avventure e sogni. Dai soldati che, con il loro seguito di violenze, turbavano i ritmi di una vita contadina scandita da stagioni e feste. Le pietre sono l’elemento dominante di Bergolo, 80 anime nell’Alta Langa cuneese. Con l’arenaria o «pietra di Langa» sono stati costruiti edifici storici, case, archi e l’acciottolato dell’unica via. Di arenaria sono fatte le sculture, i mosaici e altre opere d’arte che costellano il centro e la collina circostante. Con questa pietra, friabile e modellabile, dalle venature brune e giallastre, è stato realizzato anche un teatro.

 

 

Il teatro della Pietra

 

 

La maxi arena, in stile greco-romano, con 250 posti al coperto, è stata progettata e costruita grazie al finanziamento governativo di 1 milione di euro (l’iniziativa «6000 Campanili», che ha premiato i progetti inviati più rapidamente, con un «clic» su Internet, alla scadenza. Una «manna» per un paesino, dove i servizi principali scarseggiano.

La struttura, che ospiterà musica, teatro e presentazioni di libri, è stata inaugurata ieri 24 giugno 2016, ndr), con il concerto dei «Pentabrass» del Regio di Torino. Il nome («Cavea») e la location («La Collina del vento») catturano l’attenzione ed evocano poesia. Con la scenografia naturale, che dal palco si specchia sulle colline dell’Alta Langa, dove si possono riscoprire i vantaggi di spostarsi lentamente, incontrare, assaporare, riempirsi gli occhi di cielo e nuvole. Di sentire il vento che risuona tra chiesette, torri e castelli.

 

 

L'interno del teatro

 

 

Dall’arena lo sguardo spazia a 360 gradi: le onde morbide del mare di Langa si allargano fino all’orizzonte. Sino, poeticamente, a suggerire un leopardiano «Infinito». Vicino al teatro di Bergolo, nell’antichità fu eretto un tempio pagano dedicato a Diana, dea della caccia e della luna. La «Cavea», inoltre, è vicino alla cappella medievale di San Sebastiano, su una cava di arenaria.

Il sindaco Mario Marone: «Il “teatro della pietra” è stato realizzato non solo per convegni, spettacoli e quindi fare “cultura”, ma anche come monumento all’uomo di Langa, che con fatica nei secoli addietro ha forgiato un territorio della “Malora”, rendendolo abitabile e oggi visitato e vissuto anche da tanti turisti. Ne scaturiscono emozioni e suggestioni date dalle tenui sfumature dell’arenaria in un luogo della brughiera, dove il vento Marino, la Tramontana e il caldo Scirocco si abbracciano».

 

 

Bergolo, la cappella di San Sebastiano

 

 

Tutto in paese è collegato alla pietra. L’idea di togliere intonaci e stucchi dai fabbricati per lasciare l’arenaria «a vista» è stata pionieristica: era la metà degli Anni ’70 e, dopo Bergolo, tutti i Comuni delle Langhe hanno preso ad esempio quella modalità di restauro, riscoprendo centri storici e ripavimentando le strade come usava un tempo. Insieme con le prime manifestazioni culturali, come il «Cantè Magg», è stata una rivoluzione per contrastare lo spopolamento. La scommessa, appassionata e convinta, è stato il turismo, allora sconosciuto.

Oggi si potrebbe chiamare slow. Ma per l’epoca fu un’illuminazione. In principio ci furono entusiasmo e buone idee, poi arrivarono gli eventi che ancora oggi attirano visitatori da tutto il mondo, come i concerti e le iniziative d’arte. Dal 2 al 9 luglio torna il corso estivo per ragazzi «Musica, naturalmente!», arrivato al suo decimo anno, con iscritti da Torino e Milano. E Il concerto finale si terrà il 9 luglio proprio all’arena. (Manuela Arami, La Stampa, 25 giugno 2016)

 

 

La chiesa di San Rocco (XIV secolo) a Levice, sulla Via del Sale

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