Biella, sprizza energia il Bosco del Sorriso

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Trivero (Biella). In Giappone, il giardino zen regala pace e insegna a meditare; nell’alto Biellese, il Bosco del Sorriso cura l’anima e aiuta il corpo. Tra un albero e l’altro, nell’Oasi Zegna, l’escursionista che sosta accanto a un abete bianco sa che potrà rinforzare occhi e capelli, il suo sistema immunitario e cardiocircolatorio. Vicino alla betulla, una in particolare, coccolerà il sistema linfatico e quello nervoso. Il faggio, invece, lo aiuterà ad allontanare i reumatismi.

 

 

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E allora ben venga una passeggiata nella natura incontaminata per immagazzinare l’energia delle piante, sostando per almeno 10 minuti - come consiglia l’esperto - qui e là dove ci sono panche di pietra e tronchi per sedersi. Nel Bosco del Sorriso chi segue il sentiero, immerso tra profumi di resina e muschio, canti d’uccelli e aria fina, può riacquistare benessere fisico in 16 tappe. Un anello che misura meno di cinque chilometri, quindi accessibile anche ai più sedentari, che è soprattutto una «vacanza dell’anima» per chi in città respira cemento.

 

 

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Tra design e scienza
Quello allestito nell’alto Biellese è un vero laboratorio della salute, un progetto monitorato con un nuovo metodo, il Bioenergetic Landscape, che ha individuato 16 alberi in posizioni strategiche, capaci di «agire» attraverso la loro energia nello spazio circostante. Dietro al percorso esperienziale, sostenuto da studi scientifici, c’è l’ecodesigner Marco Nieri.

 

 

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«Aree particolari del bosco offrono un efficace recupero dallo stress e un intenso apporto di energia vitale a tutto il corpo», spiega Nieri. «L’uomo e le piante, infatti, emettono campi elettromagnetici e quelli degli alberi, in particolari condizioni, possono influire sull’organismo. Lo abbiamo verificato con test prima e dopo la sosta, usando specifiche apparecchiature. Questa tecnica nasce infatti dalla convinzione che ogni specie vegetale ha caratteristiche che agiscono in maniera diversa sull’uomo modificando la biosfera».

 

 

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Del resto alberi e piante hanno sempre svolto, fin dall’antichità, un ruolo simbolico e centrale. L’obiettivo del Bosco del Sorriso è proprio quello di riaprire questo dialogo secolare ormai dimenticato, risvegliando nelle persone la consapevolezza di una possibile interazione. Il Bioenergetic Landscape, tramite un perfezionato strumento che si chiama «antenna Lecher», studia e utilizza i campi elettromagnetici emessi dalle piante e i flussi naturali che ridanno armonia interiore.

 

 

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Meditazioni nell’eremo
Il cammino fra boschi di faggi, gruppi di pini e macchie di betulle, dove la vista spazia fino alle montagne della Valsesia, è studiato anche per i bambini. A loro sono dedicate tre suggestive aree di sosta con grandi libri in legno di cedro profumato, sui quali si possono leggere le Favole del Bosco inspirate alla filosofia steineriana e ai tre alberi più diffusi nell’area verde.

 

 

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Sui ruderi di uno dei più antichi siti alpestri dell’Alta Valsessera è stato inoltre costruito l’Eremo di Maria su progetto dell’architetto Giovanni Vachino, in un luogo che grazie alla sua collocazione invita a contemplare le bellezze della natura. Al suo interno, le particolari decorazioni del designer Piero Crida sono frutto di una ricerca ricca di spunti simbolici che favoriscono meditazione, raccoglimento e ringraziamento. (Paola Guabello, La Stampa, 24 settembre 2016)

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