Castelluccio di Norcia, il piccolo Tibet

Castelluccio di Norcia. Sullo sfondo, il monte Vettore. Foto di Emanuele Zallocco 1
 

 

Al cenone di San Silvestro, si sa, è usanza mangiare lenticchie. Perché portano soldi. E se vuoi propiziarti la fortuna con un certo margine di probabilità è con quelle Igp di Castelluccio di Norcia che devi guarnire lo zampone. Da anni seguo questa dieta tradizionale, non perché sia superstizioso o abbisogni di quattrini, ché di quelli ne ho accumulati tanti da farmeli uscire dalle orecchie come da una slot machine, bensì perché le lenticchie tengono in vita Castelluccio e il suo splendido isolamento.

Sono passati pochi giorni dalla fine dell'anno e già sto riscuotendo i primi introiti del mio investimento alimentare. La sorte non mi ha riempito le tasche bensì gli occhi. Guardo le foto scattate da Emanuele Zallocco e mi sento appagato dalla loro bellezza. È qui che bisogna andare, mi dico. È questa la vera ricchezza: scoprire che esistono luoghi ancora così integri da far dimenticare le devastazioni perpetrate dai barbari della Bétonnière.

Fa freddo, in questo paesino di una dozzina di abitanti a 1.452 metri di altitudine, il più alto dell’Umbria, nel bel mezzo del Parco nazionale dei Monti Sibillini, ma è un bene che sia così. Alle lenticchie piace il clima rigido. Crescono volentieri su questi pianori gelati d'inverno e d'autunno, ventosi in primavera e freschi d'estate.

La catena dei Monti Sibillini, che divide l'Umbria dalle Marche, ha vette che superano i 2.000 metri, come il Monte Vettore (2.476), il Monte Porche (2.233), il Sasso Borghese (2.145) e la Cima del Redentore (2.448). Tant'è che per l'insieme delle montagne e la sua bellezza paesaggistica, il parco viene chiamato «piccolo Tibet».

Castelluccio è una microscopica Lhasa e la catena dei Monti Sibillini un mini Himalaya? Fatte le debite proporzioni, la somiglianza regge. Per quanto disti solo 28 chilometri da Norcia, Castelluccio sembra appartenere a un mondo molto più lontano. Una distanza sottolineata dalla solitudine e dal meteo. Il 2 marzo 2005, correnti di aria freddissima provenienti dalla Siberia si abbatterono sul Pian Grande facendo precipitare il termometro a -32°, una delle temperature più basse mai registrate in Italia. Le lenticchie non ne risentirono. (Orazio Folonari)

 

 

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2 responses

  1. Grazie per la pubblicazione delle mie foto di Castelluccio.
    • Ivano Sartori
      Grazie a te

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