Edimburgo, roccaforte di scrittori

Edimburgo

di Ivano Sartori

Qualche tempo fa, un ministro italiano, di cui non ricordo il nome ma solo l'immane sciocchezza, sentenziò che con la cultura non si mangia. Chissà a quale tipo di mangeria alludeva. A Edimburgo con la cultura mangiano, e bene, cinque volte al giorno. Nessun'altra città è riuscita, come la capitale scozzese, a trasformare i suoi scrittori in formidabili macchine da soldi. A riempirsi di turisti d'estate quando tutte le altre capitali europee si svuotano. Durante le ultime tre settimane di agosto, quando si svolge l'Edinburgh international festival, la più grande manifestazione teatrale del mondo, una città di mezzo milione di abitanti raddoppia la sua popolazione. Di tutto questo traffico beneficia l'intera cittadinanza, dal primo degli albergatori all'ultimo suonatore di cornamusa, dai sevizi pubblici ai ristoranti.

Alta e curvilinea, Edimburgo è un saliscendi tanto gratificante per gli occhi quanto tonificante per i muscoli delle gambe. Quale altra città europea può vantare giardini pubblici alle pendici di un vulcano spento? Arthur's Seat (qui sotto), collina di 251 metri nel cuore dei 650 ettari di Holyrood Park, nel sud-est della città, va esplorata rigorosamente a piedi, come fanno all'alba i jogger locali per indorarsi le efelidi. Solo così si possono sperimentare la durezza fisica e la bellezza estetica di una città fatta d'alti e bassi, strapiombi e depressioni scavalcati da ponti sotto i quali, al posto dell'acqua, scorrono fiumi di alberi e mari d'erba. Per chi ha il fiato corto e scarpe inadatte, l'alternativa è una rilassante e bucolica passeggiata tra le 15 mila specie di piante del meraviglioso Giardino botanico reale.

Arthurs-Seat-2

Passo dopo passo, si finisce in quartieri tanto tranquilli da sembrare disabitati. Sarà perché li abitano i fantasmi di Peter Pan, Robinson Crusoe, Harry Potter, Ivanhoe, Sherlock Holmes, l'ispettore Rebus, James Bond, del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. E dei loro creatori. Sia che vivano sul piedistallo di un monumento, in una casa museo o che lo diventerà.

Sotto questi cieli, grigi gran parte dell'anno, sono nate le più affascinanti pagine della letteratura britannica. «Se Edimburgo è una città letteraria, o perlomeno libresca, lo deve al fatto che qui ognuno ha letto la Bibbia mentre succhiava il latte dal seno materno: naturalmente tutta questa letteratura non fa diminuire il prezzo del pesce», ha commentato sarcastico il poeta scozzese Kenneth White, forse un po' invidioso perché lui è di Glasgow. Non è necessario essere di Edimburgo per entrare nella leggenda della sua narrativa. Daniel Defoe era londinese, ma nel 1706 sentì parlare delle disavventure dello scozzese Alexander Selkirk, un tenente della marina del villaggio di Lower Largo, abbandonato per ammutinamento su un'isola deserta dell'arcipelago Juan Fernandez, dove restò quattro anni. Tanto gli bastò per tirarne fuori l'immortale Robinson Crusoe che gli rese fama e denari. Ed è spigolando tra le leggende scozzesi e ispirandosi agli scenari delle Highlands e della Caledonia, che Walter Scott, lui sì di Edimburgo, creò le gesta di Ivanhoe. Robert Louis Stevenson abbandonò Edimburgo per i Mari del Sud in cerca di un clima più favorevole alla sua cagionevole salute, ma restò sempre legato alla sua città. E dopo che quel ladro di storie e personaggi che è stato Walt Disney, chi ricorda che Peter Pan era nato dalla fantasia di sir James Matthew Barrie, cancelliere dell'università di Edimburgo? È rimasto invece saldamente nelle mani della sua inventrice il maghetto Harry Potter di cui J. K. Rowling ha scritto l'ultima puntata della saga (Harry Potter e i doni della morte) l'11 gennaio 2007 nella suite 552 del Balmoral Hotel (qui sotto), diventata perciò meta di pellegrinaggio anche per chi non può permettersi la botta di duemila sterline a notte.

Balmoral_hotel

Il mistero si addice a Edimburgo. Un altro suo figlio famoso è Arthur Conan Doyle, papà di Sherlock Holmes, insofferente del suo personaggio al punto da programmarne l'assassinio. «Penso di uccidere Holmes nella sesta avventura: mi impedisce di pensare a qualcosa di meglio», confessava a sua madre. Ma il detective gli è sopravvissuto e la sua statua domina Picardy Place, vicino alla sua casa natale. Il precursore del romanzo poliziesco britannico fa il paio con il maestro del romanzo di spionaggio Ian Flaming. «Non dimenticare che sei scozzese», gli raccomandava sua madre. Se ne ricordò quando, per interpretare il primo James Bond del cinema, suggerì il conterraneo Sean Connery. Nel 1966, Bruce Chatwin lasciò Sotheby's per stabilirsi a Edimburgo dove soggiorno tre anni studiando archeologia. L'autore di In Patagonia non ha scritto niente sulla città, ma fu senza dubbio influenzato da Stevenson che a 24 anni aveva dichiarato: «Sarò più o meno un nomade fino alla fine dei miei giorni». La via dei canti ha inizio nel Royal Mile (qui sotto).

Royal_Mile

L'ultimo padre del noir in kilt è Ian Rankin. Il suo ispettore John Rebus ha risolto 19 enigmi in vent'anni, invecchiando insieme al suo autore. È Edimburgo, con i suoi quartieri storici, il suo vento glaciale, le sue case popolari la vera eroina dei suoi libri. È facile trovare lo scrittore all'Oxford Bar, punto d'incontro tanto per Rebus come per Rankin. Una porta discreta, in una strada stretta e pavimentata. Una volta spinto il battente, ti salta agli occhi tutto il romanzesco del locale, con i suoi habitué ingomitati al bancone a leccarsi i baffi bianchi per la schiuma della birra che stanno trincando mentre berciano in un inglese comprensibile quanto una pagina dell'Ulysse di Joyce.

A Rebus è dedicato un tour che inizia dalla stazione di polizia e passa per diversi pub come questo ma evita accuratamente la bella dimora vittoriana dove lo scrittore vive con la moglie e i due figli. È prematuro considerarla un museo. In questa via tranquilla, nel verde quartiere di Merchiston, a un tiro di pallone ovale dallo stadio di Murrayfield, oltre a Rankin abitano altri due grandi autori di best seller: J. K. Rowling e, un poco più in basso, Alexander McCall Smith, che ha smerciato 15 milioni di volumi imperniati sulla detective Precious Ramotswe. Insomma, un angolo magico dove il mistero regna sovrano mantenendo viva la tradizione letteraria di Edimburgo. Che rinasce anche quando cerchi di seppellirla sotto un cumulo di miserie, preferendole la personalità di Mister Hyde a quella del Dottor Jekyll.

oxford_bar

Irvine Welsh, nato nel popolare quartiere di Leith, ha raccontato l'Edimburgo dei tossici e dei disadattati diventando autore cult di una generazione con il suo famigerato Trainspotting che gli ha fatto guadagnare un sacco di soldi. Da allora parecchie cose sono cambiate. Lui si è trasferito in Irlanda dove gli scrittori non pagano le tasse e, quando il tempo gira male, va a riscaldarsi le ossa a Miami. Leith è nel frattempo risorto. Alla sua banchina è attraccato il Britannia, lo yacht reale che, dopo mezzo secolo di onorati e leali servizi, Elisabetta II ha regalato a Edimburgo per rinforzare gli ormeggi dell'indocile Scozia, sempre agitata da ansie indipendentiste, al resto del Regno Unito. La nave è diventata un'attrazione turistica, sono sorti alberghi e ristoranti, i prezzi degli immobili sono lievitati e tutto il quartiere è stato restituito all'onore del mondo.

Presto dilagheranno fin qui, nella città bassa, il celeberrimo Festival e il suo cugino non ufficiale, il Fringe. Per un quartiere che rinasce, quanti altri non riescono a tirarsi fuori dallo squallore? «Edimburgo è una città doppia», avverte Rankin, «piacevole in apparenza, ma terrificante nei suoi bassifondi, a immagine e somiglianza del Dottor Jekyl e di Mister Hyde porta le mutande sotto la pelliccia». E aggiunge: «Anch'io bevo Coca light cinque giorni la settimana e birra nel weekend». E nei suoi polizieschi mescola spesso la storia alla finzione. In uno, ambientato durante il G8 del 2005, per esempio, un ministro cade dagli spalti del Castello. Un delitto camuffato da incidente.

Ero a Edimburgo il giorno della visita della regina. Pioveva. Gran parte dei musei era chiusa, compreso il Castello. Non mi risulta sia successo nulla. Ma non ne sarò certo fino a quando Rankin non avrà deciso di affidare al suo Rebus l'indagine su quel che è avvenuto in un giorno di banale pioggia a Edimburgo, città che ha fatto del mistero e della doppiezza la sua principale attrattiva.

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