Giordania: così si vive a Zaatari, parcheggio di disperati

Zaatari

 

 

Nell'estate del 2015, due registi americani si sono trasferiti per un mese nel campo profughi di Zaatari allo scopo di raccontare la vita quotidiana di chi ci vive.

 

 

La distribuzione del pane

 

 

«Volevamo immergerci e cercare di capire davvero cosa significa», è così che Zach Ingrasci, coregista di Salam Neighbor ha spiegato la decisione sua e del suo socio, Chris Temple, di trasferirsi all’interno del campo rifugiati di Zaatari, In Giordania, e vivere insieme ai profughi per un mese. «Il nostro obiettivo era quello di trasmettere l’aspetto umano dei rifugiati a cui spesso pensiamo solo in termini di statistiche».

 

 

Un bambino al lavoro

 

 

Fino a tre anni fa, Zaatari non esisteva. È stata costruita per accogliere i profughi siriani, che oggi sono 144 mila, un numero enorme, difficile da tradurre in volti, ma era questo che volevano fare Zach e Chris. Dopo un anno di richieste alle diverse agenzie, sono riusciti ad ottenere il permesso: entrare e muoversi all’interno del campo, seguendo le stesse procedure a cui sono sottoposti i profughi, mettersi in fila per ottenere la tenda, lo spazzolino da denti e la tessera per il cibo, perché come spiega uno dei protagonisti del documentario: «Tutto quello che ha un rifugiato sono i vestiti con cui è fuggito da casa e la propria famiglia».

 

 

Un bambino appena arrivato con la sua famiglia

 

 

Un esperimento quello di Ingrasci e Temple, che segue la stessa filosofia del documentario precedente, girato dai due soci in Guatemala, One dollar a day, in cui hanno raccontato, sulla propria pelle, come si fa a vivere con un dollaro al giorno.

 

 

Un'altalena non basta

 

 

Per Salam Neighbor, i due registi avrebbero dovuto trascorrere anche le notti nel campo, ma la sicurezza locale ha deciso di trasferirli, per la notte, nella vicina città di Mafraq, godendo così di una libertà di movimento sconosciuta ai profughi. «Eravamo un po’ agitati prima di entrare, ma poi, appena arrivati, un nostro vicino ci ha invitato nella sua tenda e ci ha offerto un tè, spiegandoci che per la cultura islamica, essere dei buoni vicini è fondamentale», ha raccontato Temple al magazine Fastcompany.

 

 

Zaatari si trova in Giordania, vicino al confine con la Siria.

 

 

«Abbiamo trascorso un mese con persone incredibili», racconta Ingrasci. «Sono loro la soluzione della crisi. Saranno loro a ricostruire la Siria, a dare un contributo ai Paesi che li accoglieranno. Se la comunità internazionale non farà nulla per aiutare i profughi, allora rischieremo di perdere un potenziale enorme».

 

 

Il trailer di Salam Neighbor

 

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