Gran Bretagna, la febbre del giardino

Stowe HouseJpg

 

 

Non c’è tifo calcistico o pub che tenga, lo sport nazionale dei sudditi di Sua Maestà Britannica è il giardinaggio. Chiunque abbia visto sia pure un solo episodio della serie televisiva con l’ispettore Barnaby lo sa bene. Non c’è delitto efferato che non abbia tra i suoi indiziati un coltivatore di orchidee o come sfondo una competizione di floricoltori. E il profumo esalato da narcisi e ranuncoli può ammansire persino l’hooligan più sfegatato.

 

 

Fioritura estiva a Hidcote, Gloucestershire. Hidcote è un giardino di rinomanza mondiale, creato dal paesaggista americano Major Lawrence Johnston

 

 

A dicembre, la fioritura di crocus e giunchiglie tiene la prima pagina dei giornali con titoli da far invidia ai killer seriali. Il risultato di tanto amore è che la Gran Bretagna vanta i più bei giardini del mondo. Gentleman di campagna e impiegati della City, casalinghe ed ex groupies vi si dedicano con pari trasporto. L’apparente flemma negligente di questi pollici verdi cela un’ossessione meticolosa. Accudire le aiuole o raccogliere mazzi di peonie è l’unica attività che accomuna strati sociali alti e bassi in un Paese da sempre diviso per compartimenti stagni e senza travasi.

Le nobildonne che, in stile Downton Abbey, a tavola non rivolgono la parola alle cameriere diventano garrule se incrociano il giardiniere perché a unirli è lo stesso gusto per la natura addomesticata. E dopo la compita conversazione con scambio di consigli, tutto tornerà come prima: una se ne andrà con il mazzo di fiori che farà riporre nel vaso dalla fantesca mentre l’altro continuerà a zappare, perché così è l’Inghilterra e non puoi cambiarla neppure picchiandola con un fiore.

 

 

Newton House a Dinefwr, Camarthenshire (Galles)

 

 

Quest’anno, l’isola si dà ancora più arie poiché festeggia in gran pompa i 300 anni della nascita del suo illustre paesaggista Lancelot «Capability» Brown (1716-1783). Dato il contesto e l’evento, il 2016 è stato dichiarato dalla Gran Bretagna «l’Anno del Giardino».

Due inglesi su tre praticano attivamente il giardinaggio. L’urbanizzazione del Paese ha tenuto conto di questa atavica passione: le città si estendono in superficie piuttosto che dirigersi verso l’alto, in modo da dare a ogni famiglia la possibilità di abitare in una casa con un pezzetto di terra attorno. «”Nella mia infanzia”, mi disse un giorno George Bernard Shaw, Londra non era che un successone di giardini”, è un sogno dal quale nessun londinese si è ripreso», constatava il diplomatico Paul Morand durante un suo soggiorno nella capitale inel dopoguerra, stupendosi dei prezzi degli edifici nella green belt, la cintura verde che la circonda.

 

 

Sheffield House messa in risalto dai colori autunnali del suo giardino

 

 

Diversi reality trasmessi in prima serata mettono in competizione competizione i talenti dei britannici son il pollice verde. Nel suo saggio Watching the English, l’antropologa Kate Fox descrive sottilmente le differenze tra il front garden. il piccolo giardino sul davanti della casa, tenuto con molta cura, aperto a tutti gli sguardi e nel quale non si sta mai, salvo che per fare del giardinaggio, e il back garden sul retro, nascosto, privato, nascosto da muri o palizzate, vero giardino segreto del cittadino inglese e della sua famiglia, specchio della sua intima personalità.

Ai giardini delle classi medie e lavoratrici non possono certo essere paragonati quelli, maestosi, dell’aristocrazia in castelli, come Sissinghurst, che ogni anno richiamano migliaia di visitatori, tanto rispettosi quanto invidiosi. La curiosità per i giardini degli altri non conosce tuttavia barriere. Per rendersene conto, è sufficente vedere le folle accalcarsi nelle code, durante le giornate dei «giardini aperti», ogni anno, che permettono, in cambio di qualche sterlina, di constatare che i fiori del vicino sono sempre i più colorati. Nel quartiere londinese di Islington si sono viste più di 15o persone attendere pazientemente il loro turno per visitare un giardino di una trentina di metri quadrati di un elegante amico di famiglia che aveva accettato di mostrare i suoi lupini e i suoi iris blu al vulgum pecus.

 

 

La regina d'Inghilterra Elisabetta II ama i fiori

 

 

Il calendario mondano londinese esordisce con il Chelsea Flower Show, manifestazione tradizionalmente inaugurata dalla regina, organizzato nel mese di maggio (quest’anno dal 24 al 28), dalla Royal Horticultural Society. Si cammina tra creazioni di giardini più o meno stravaganti, uno più originale dell’altro. Il successo è tale che tutti i biglietti .malgrado il prezzo d’0ingresso sia di 61 sterline, ossia di 80 euro per una giornata - sono esauriti poco dopo l’apertura.

Il tour operator Viaggi floreali organizza visite ai più bei giardini inglesi. Per informazioni, clicca qui.

 

 

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