Grecia, il sogno del Capitano

LocalArea-SfaktiriaIslet

di Ivano Sartori

Per chi vi resta una settimana o due, Costa Navarino è una vacanza da sogno, per chi conosce la sua storia sa che è il sogno di un uomo. Di Vassilis Constantakopoulos, ricco armatore che qui, con understatement tutto greco, chiamano «il Capitano». La sua è la tipica carriera dell'uomo che si è fatto da solo e dal nulla. Come ci racconta il figlio Achilles, presidente e direttore amministrativo di Temes, la società che gestisce Costa Navarino, il sogno di Vassilis.

«Mio padre era nato nel 1935 a Diavolitsi, un villaggio nella regione della Messenia. Proveniva da una famiglia povera, che lasciò a 13 anni per andare a lavorare ad Atene. Al mattino consegnava il latte, il pomeriggio lavorava in un negozio di bottoni e la sera andava a scuola. A 15 anni viaggiava già per tutta la Grecia come venditore. Poi s'imbarcò, fece carriera, raggiunse il grado di capitano. Dopo ventuno anni di mare, nel 1974 sbarcò definitivamente e fondò Costamare».

LocalArea-Finikounda

Siamo nella Messenia, terra d'origine del Capitano, sud-ovest del Peloponneso, regione tanto bella quanto sfortunata, che nel corso della storia è stata calpestata e bistratta da conquistatori romani, àvari, franchi, genovesi, veneziani, spagnoli della Navarra, turchi, albanesi, egiziani. Per la precisione nella baia di Navarino, chiusa da quella sorta di molo naturale che è l'isola di Sphakteria, accessibile da due passaggi: l'impraticabile stretto di Sykià e il Megalo Perasma da dove sono passati tutti.

Da lì sono uscite le novanta navi del re miceneo Nestore diretto alle mura di Troia; da lì entrò la nave di Telemaco, il figlio Ulisse, venuto a chiedere a Nestore perché babbo tardasse tanto a rientrare visto che la guerra era finita già da un bel po'; da lì entrarono le galee della Serenissima e soprattutto i tre ammiragli, il russo Heyden, l'inglese Codrington e il francese Gauthier de Rigny con la flotta di trenta navi che mandò a picco le ottantanove dei turco-egiziani.

Era il 20 ottobre 1827, la vittoria spianò ai greci la strada per l'indipendenza dall'impero ottomano. Da quel giorno le acque turchesi di Navarino non si sono più colorate di rosso. Alla causa aveva contribuito anche il nostro conte Santorre di Santarosa, esponente italiano di una vasta cerchia europea di simpatizzanti per la causa greca, i filelleni. Già ministro della Guerra del Regno Sabaudo, era accorso per dare una mano agli insorti nel dicembre del 1824. Cadde a Sphakteria nel maggio dell'anno successivo.

LocalArea-Pylos2

Costa Navarino, il complesso voluto dal Capitano, si affaccia sul litorale sabbioso della baia, dove le acque sono così trasparenti che, sostengono i pescatori, quando la luce è favorevole e il mare ionico non fa una grinza, si riesce a scorgere gli alberi delle navi ottomane adagiate sul fondo da quasi due secoli. Il complesso è l'ultima oasi del turismo nel Mediterraneo. La migliore, perché più rispettosa dell'ambiente. È una di quelle iniziative che, con termine tecnico ma un po pomposo, chiamano eco-sostenibili. In concreto, vuol dire che l'occhio non è offeso dalla vista dei resort dalle settecento camere e le ondulazioni dei due green a 18 buche si mimetizzano con il verde delle coltivazioni, con i filari di viti e gli ulivi che producono le olive di Kalamata, la varietà più pregiata. Vuol dire che le tartarughe Caretta Caretta possono nidificare indisturbate sulla spiaggia. Vuol dire che nella laguna di Yalova dove vivono duecentosettanta diverse specie di uccelli, perlopiù rari, continuano a fare tappa i migratori e, tra falchi, egrette e fenicotteri, si trovano gli unici esemplari di camaleonte africano presenti in Europa.

LocalArea-Voidokilia

Per dirla tutta, anche il paesaggio non è cambiato molto da quando Nestore vigilava sulle sue mandrie tenendole d'occhio dalla reggia sulla collina. Sui colli e nelle forre crescono l'erica e il lentisco, elci e corbezzoli, felci e ginestre, timo e ciclamini. E gli insediamenti umani mantengono una discrezione contegnosa. Pylos, il villaggio che fa da guardia alla baia, ha un aspetto urbanisticamente armonioso. Non un edificio che stoni o travalichi. Tutte le case hanno i muri bianchi e i tetti di tegole rosse. Se qualcosa fa eccezione o è una dimora storica o è una chiesa, come quella della Dormizione dalle cupole a confetto. Sulle alture circostanti, vigilano Paliokastro con la sua chiostra di mura sdentate e Niokastro dall'intatta cinta esagonale con il camminamento di ronda tuttora percorribile. Solo Sphacteria, un tempo fitta di alberi, è ricoperta da una verde lanugine d'arbusti.

DCIM100MEDIA

Sulla terraferma, gli archi degli acquedotti e le mura più corrose fanno tutt'uno con la roccia. La natura nasconde la storia. Uomini avidi la scoperchiano. Nel 1938, un archeologo greco e un suo collega americano, guidati da un contadino pratico dei luoghi, individuarono il palazzo di Nestore e l'anno successivo lo disseppellirono. Sotto una grande tettoia, la sala del trono; nel museo di Pylos, il vasellame, i gioielli, i sigilli d'oro e niello.

Se Nestore è stato il facoltoso re-contadino della Messenia, Vassilis è il re-marinaio di quella stessa terra. «Con i risparmi e qualche prestito mio padre riuscì a comprare un cargo a due ponti vecchio di trentasette anni, che ribattezzò Carmen, in omaggio a mia madre», racconta il figlio. Da società alle prime esperienze nel ramo dei container, nel giro di pochi anni Costamare diventò un’azienda leader mondiale nel settore. «Mio padre era un gran lavoratore e soprattutto non aveva paura di rischiare. Riusciva a conciliare la sua visione a lungo termine con le esigenze e gli obiettivi immediati. Sapeva sempre quel che avrebbe fatto nei prossimi sei mesi. Aveva istinto, sapeva fiutare le occasioni ed evitare i pericoli riconoscendoli a prima vista».

TheDunesBeach1600x900

Ma un re lontano dalla sua terra, per quanto negli affari possa avere il tocco di re Mida, rischia di fare la figura dell'esule. Perciò Vassilis tornò alla sua Messenia, come Ulisse era tornato a Itaca. E qui cominciò a dare corpo al suo sogno. «Iniziò a comprare terra nel 1982, un campicello per volta, sempre spendendo qualcosina in più rispetto al prezzo corrente, ma aumentando i prezzi ogni anno un po' meno che al tasso di inflazione corrente. Un proprietario ricavava un po’ di più vendendo a lui invece che al suo vicino. Mio padre si comportava correttamente, incontrava ciascun proprietario da cui acquistava il terreno e la sua famiglia. Alla fine, sono stati più di mille i contadini che gli hanno ceduto un pezzo di terra».

Un piccolo impero di oltre mille ettari. «Costa Navarino era solo terra quando iniziai a lavorare qui. La professione è nata e cresciuta facendo e sperimentando. Poi ci siamo affidati a Starwood, una delle maggiori compagnie del mondo nella gestione dell'ospitalità. Un partner dal marchio internazionalmente riconosciuto in grado di fornire la combinazione ottimale tra un approccio sostenibile e un’ampia gamma di attività e esperienze per una vacanza di lusso in un ambiente unico. Per i campi da golf i nostri partner hanno nomi altrettanto prestigiosi, Bernhard Langer e Egd per il green The Dunes e Robert Trent Jones Jr per The Bay. Entrambi diretti da Troon Golf».

Exterior-TheDunesBeach1

Gli anni delle conquiste passo dopo passo di Vassilis sono gli stessi delle guerre in difesa dell'ambiente. Lui si schiera subito dalla parte giusta. «Si è sempre battuto per la difesa e la promozione della sua terra», ci tiene a dire Achilles, «era un ambientalista ben prima che la parola fosse di moda. Nel suo audace e lungimirante progetto, i confort dei servizi non dovevano impedire agli ospiti di godersi le bellezze della natura, i lasciti storici e le tradizioni. Senza trascurare l'aspetto economico: creò posti di lavoro e fece sì che i compaesani potessero continuare a vivere nella Messenia o tornarvi».

Il sogno del Capitano è una realtà in progress. Un percorso a tappe, come ci spiega il figlio. «Stiamo sviluppando quattro differenti tipologie di resort, integrando hotel di lusso, campi da golf, spa di alto livello, sale conferenze con tutte le moderne attrezzature, residence private, attività sportive, all’aperto e per il divertimento.

Durante la prima fase di sviluppo abbiamo lanciato Navarino Dunes, poi aperto The Bay Course nell’area Navarino Bay. Questa seconda area aprirà prossimamente, con il resort composto da ville dotate di piscina Banyan Tree, primo del suo genere in Europa, così come un altro hotel cinque stelle. Nelle successive fasi di sviluppo, Navarino Hills e Navarino Blue, che apriranno più avanti». Vari a cui non potrà partecipare Vassilis. Proprio nel gennaio di quest'anno il Capitano si è imbarcato di nuovo. È salito a bordo del traghetto di Caronte, destinazione Ade. Biglietto di sola andata.

LocalArea-Polilimnio

Per informazioni sul Costa Navarino resort, clicca qui.

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi