Kurdistan, sulla via dei contrabbandieri

05_Karim

 

 

foto di Aram Karim

 

 

Trasportano illegalmente ogni sorta di merce: pneumatici, alcol, benzina, apparecchiature elettroniche, antenne satellitari. Non sono mai a corto di ordinazioni i trafficanti che fanno la spola tra le montagne di Iran, Iraq, Turchia e Siria, dove vive la maggioranza del popolo curdo, 20-30 milioni di esiliati in casa propria, vittime di angherie, soprusi e massacri da parte dei quattro Paesi in cui sono da secoli stanziati, reclamando il diritto a una terra a lungo promessa e mai ottenuta. Ora bersaglio preferito dei bombardamenti di Erdogan, il sultano di Ankara che li considera più pericolosi dell’Is.

 

 

"</p

 

 

Dal 2009, Aram Karim, foto-giornalista originario del Kurdistan iracheno, oggi esule in Svizzera, ha seguito i contrabbandieri realizzando vari reportage da cui sono tratte queste immagini. «Per raggiungere l’Europa passando per la Turchia, ho dovuto vendere la mia macchina fotografica: l’avevo pagata 1.900 dollari, l’ho ceduta per mille», ha raccontato in un’intervista rilasciata lo scorso anno al quotidiano ginevrino Le Temps. Aram non ha parlato volentieri, in quell’articolo, delle sue peripezie e della sua famiglia che ancora vive in Iraq. Teme ritorsioni. Il suo resoconto è scarno.

Nato nel 1978 nel villaggio di Saraw, poco distante dal confine con l’Iran, ha seguito la famiglia in cinque traslochi per non trovarsi nel fuoco incrociato dei combattimenti. Il primo trasferimento nel 1979, allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq: lui, i suoi genitori, le sue sorelle, i suoi fratelli furono trasferiti in un campo vicino alla città di Sulyamaniyah, dove rimasero fino al 1985. «Il mio villaggio è imbottito di mine, molti dei suoi abitanti sono morti, altri hanno perso le gambe».

 

 

04_Karim

 

 

Per scacciare dalla mente questo passato che si porta dietro, addosso e dentro, Aram, uno dei 39 mila richiedenti asilo ospiti della Svizzera preferisce parlare d’altro. Soprattutto delle sue foto. Esposte lo scorso anno al prestigioso festival «Visa pour l’image» di Perpignan, in Francia, e poi a a Tbilisi e Madrid, pubblicate da grandi giornali come il New York Tomes.

Sono giorni duri per i curdi che stanno combattendo in prima linea contro il sedicente stato islamico. Senza bombardieri e senza droni. Alla maniera antica degli eroi e dei difensori di una causa. Per esempio dello Stato che non hanno. Contro dei tagliagole che pretendono di farsene uno terrorizzando il Medio Oriente e l’Occidente, pagandolo con il petrolio rubato. Vedremo come andrà a finire. Vedremo che per chi parteggerà la Storia.

 

 

La vita quotidiana dei contrabbandieri curdi

Previous Image
Next Image

info heading

info content

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi