Mario, il cantoniere-sagrestano che tiene in vita Briga Alta

Briga Alta 8
 

di Paola Scola

 

 

Briga Alta (Cuneo). Fa pensare all’ultimo dei Mohicani. Tenace presidio del «suo» territorio. Per mantenere viva quella manciata di case di pietra dove lui è arrivato all’inizio degli Anni ’70, si è innamorato, sposato e ha deciso di restare. Grazie a Mario Zintilini, 65 anni, cantoniere della Provincia in pensione, la piccola Upega non è morta.

Lui è presidente della Pro loco, tuttofare, sagrestano e, quando ce n’è stato bisogno, ha accettato di fare il sindaco del paese. Un paese particolare: Briga Alta. Nato dopo il trattato del 1947 che l’ha diviso da Briga Marittima (francese), è il comune più a sud del Piemonte. Non è un unico centro, ma l’insieme delle frazioni Piaggia (dove si trova il municipio), Carnino e Upega.

Per raggiungere in auto Piaggia dalle altre due borgate bisogna attraversare per vari chilometri il territorio ligure. Oggi l’intera Briga Alta ha 38 residenti e la più bassa densità in Italia: 0,7 abitanti per km quadrato. A 56 km da Ceva, se la neve non costringe a lunghe deviazioni. È faticoso abitare lassù, dove le case dai tetti di pietra sembrano «aggrappate» al fianco della montagna. Dove spesso la messa di Pasqua si celebra a Pasquetta, perché il prete deve salire dalla diocesi di Ventimiglia.

Eppure Mario Zintilini non ha mai pensato di andare via da Upega, dove da 40 anni è punto di riferimento per la «micro comunità». Nel ’73, giovane operaio di una società torinese, viene mandato fra le montagne brigasche. Arriva da Capo di Ponte, capitale delle incisioni rupestri nel Bresciano, e le rocce dove nasce il Tanaro non lo impressionano. «Abbiamo portato le linee elettriche lassù» racconta. «Ho conosciuto mia moglie, ci siamo sposati. E qui sono nati i nostri tre ragazzi». Nel ’78 Zintilini entra a lavorare alla Provincia di Cuneo («Più lontana di quella di Imperia») come cantoniere e lo fa per 28 anni. Diventa presidente della Pro loco di Upega e lo è tuttora, a parte le parentesi in cui (nel 2001-2006 e 2009-2014) è chiamato a fare il sindaco di Briga Alta. Nel 2006, per un voto (22 a 21), è sconfitto da Guido Lanteri.

Nella borgata fa pure il sagrestano, da sempre. «Con mia moglie ci prendiamo cura della chiesa e servo messa», spiega. «D’estate c’è il prete, ma d’inverno la apro comunque tutte le domeniche». Non solo: «Nella piazzetta ho fatto le fioriere e la fontana in pietra. In primavera potiamo le piante». La famiglia aveva un negozietto, poi chiuso, ma ora a Upega alcuni «ragazzi coraggiosi» hanno aperto una locanda. Zintilini: «D’inverno in borgata ci siamo solo noi, ma nel fine settimana salgono in tanti». Due volte la settimana va a Ormea e, se occorre, fa le commissioni per chi ha bisogno.

 

 

La locanda d'Upega

 

 

Le idee non gli mancano: «Ricostruimmo il tetto al vecchio mulino, la nostra saletta riunioni prima dell’attuale struttura, di cui ho fatto la copertura in legno. Come Pro loco vogliamo farne una mini biblioteca, visto che ci regaleranno libri. E vogliamo riproporre il “mangiare brigasco” per i turisti». «La presenza di Mario è incommensurabile», dice Federico Lemut, consigliere comunale di Briga Alta, «se cerchi di abbracciarlo non riesci, perché è un “omone”, ma lui ha saputo abbracciare il territorio. Qualche esempio? Ha sfasciato tre auto per aiutare compaesani: una volta portando a valle in ospedale alcune persone intossicate dai funghi, l’altra tornando dalla visita all’anziano parroco malato. Un’altra, infine, rientrando da una riunione, urtato da un cinghiale. Nelle scorse settimane ha fatto il porta a porta per sollecitare ad aderire alla sottoscrizione con cui installare finalmente il ripetitore dei cellulari. E da cantoniere curava la provinciale 154 come fosse casa sua». Marco Botto, che in Provincia è stato assessore ai Lavori pubblici: «Mario? Con lo stipendio da cantoniere ha fatto vivere il paese». (La Stampa, 2 aprile 2016)

 

Per consultare la pagina Facebook della locanda di Upega, clicca qui

 

I più bei panorami e scorci di Briga Alta (galleria fotografica)

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