Morterone, baruffe in paradiso

La chiesa di Morterone

 

 

Non tutte le liti elettorali vengono per nuocere. Se non fosse stato per Paolo Marelli, che ne ha scritto sul Corriere della Sera il 22 aprile 2016, oggi non saremmo qui a parlarvi di Morterone. Di particolare questo paesino in provincia di Lecco ha l'animosità politica trasformatasi poi in abulia con broncio. Vi abitano trentatré persone, trentadue delle quali nel 2009 si contesero la poltrona di sindaco, mentre oggi nessuno di loro ambisce alla fascia tricolore. Una stranezza, una delle tante della politica, che ormai non ci fanno né caldo né freddo, per quanto sono diffuse.

 

 

Il fianco del Resegono «scarificato» dalla strada che porta a Morterone, a 1100 metri di altitudine

 

 

Ad averci incuriositi, è stata la descrizione che il giornalista fa di questo paese lillipuziano. L'attacco del pezzo ti cattura: «Un puntino talmente piccolo che si fatica a trovarlo sulla carta geografica». Già non vi immaginate di trovarvi dalle parti di Shangri-La mentre siamo in Lombardia e a soli 1100 metri di altitudine? Proseguiamo, ché la strada è lunga e, come vedremo poi, un po' contorta. «Con appena 33 abitanti, Morterone, il paese-bonsai in provincia di Lecco e adagiato sulle pendici del Resegone, è il più piccolo comune d’Italia che eleggerà il sindaco il prossimo 5 giugno». Non sappiamo se tra i vari Invernizzi del paese, quasi tutti imparentati tra di loro, siano stati fatti accordi, se abbiano fatto la pace o se si tengano ancora il muso. Chissà se Antonella Invernizzi, sindaco uscente, ha nel frattempo sciolto le riserve circa la sua ricandidatura. Per saperne di più sulla faida politica e sui suoi sconcertanti particolari, vi rimandiamo all'articolo.

 

 

Quel che si vede dalla strada provinciale 63 di Morterone

 

 

Se gli animi sono esacerbati, non altrettanto può dirsi dell'anima del paesaggio, tranquillo e idilliaco. Come ben lo descrive Paolo Marelli. «Un paesaggio alpino da favola, un pugno di baite immerse fra pascoli e boschi, l’agricoltura come risorsa principale, con piccoli allevamenti di bovini e ovini. La miniera (per ora) inesplorata del turismo, se non per le seconde case di chi è nato qui, ma poi è fuggito a valle inseguendo un lavoro. Niente scuole, niente negozi. Soltanto un bar-trattoria che insieme alla chiesa è l’epicentro della comunità. L’altro polo è il municipio che fa leva su un’impiegata part-time e il sindaco che, pur abitando a Lecco, fa su e giù tutti i giorni lungo i 15 chilometri di tornanti a strapiombo della strada provinciale 63, l’unica via di collegamento tra Morterone e il resto del mondo. Questa strada è stata la fortuna e la maledizione del paese. Lo ricordano gli anziani: se da un lato, negli anni ’60, ha rotto l’isolamento licenziando l’antica mulattiera che per decenni aveva unito Morterone alla valle, dall’altro la provinciale (prima sterrata e dalla metà degli anni ’70 con l’asfalto) ha accelerato la fuga dei giovani, lasciando lassù a 1.200 metri di quota solo i vecchi. “Quando sono diventato sindaco per la prima volta nel 1985”, racconta Giampietro Redaelli, 75 anni, ex primo cittadino, ex Dc, “era un paese fantasma. Persino il municipio inagibile per un soffitto crollato. Si era fermi agli inizi del ‘900. Eppure non ci siamo arresi. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo portato lassù il telefono e la televisione, costruito strade e fognature, l’acquedotto e la piazzola per l’elicottero, rimesso a nuovo il palazzo comunale, istituito lo scuola bus. Pian piano, in trent’anni abbiamo ridato linfa al paese. Tanto che oggi stanno tornando anche i giovani”. Ma com’è la vita nel secondo comune più piccolo d’Italia dopo Pedesina (32 abitanti) in Valtellina? “Dura, soprattutto in inverno, ma bella”, conclude il sindaco Invernizzi, “ Chi sceglie di rimanere a Morterone fa una scelta di vita. Affronta sacrifici e un deserto di servizi rispetto alla città, ma l’ambiente naturale è unico”». Sì, l'ambiente naturale è unico, speriamo che lo diventi anche quello umano. Sarebbe bello affrontare 15 chilometri di ex mulattiera per vedere una popolazione di trentatré uniti come una grande famiglia. O quasi.

 

 

 

Panorami e tornanti lungo la provinciale 63 di Morterone (18 foto)

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