Nepal, angosce e speranze sei mesi dopo il terremoto

Macerie

 

Il 25 aprile 2015, in Nepal, un sisma di 7,8 gradi della scala Richter e la non meno devastante replica il 12 maggio hanno provocato circa novemila morti e più di 20 mila feriti. Il terremoto ha distrutto mezzo milione di alloggi e gettato sul lastrico migliaia di abitanti privi d’acqua e di cibo. Sei mesi dopo questa tragedia, 2 milioni 800 mila persone vivono ancora in ripari di fortuna, secondo l’ong Care, presente in Nepal fin dal 1978.

Le due scosse hanno colpito duramente il villaggio di Mulpani: quasi tutte le case di pietra e di cemento sono crollate. Quelle ancora in piedi sono inabitabili. L’ong Care ha fornito lamiere e legno con i quali gli abitanti hanno costruito i primi ripari provvisori per proteggersi dalle piogge del monsone. «Il passo successivo è quello di aiutare la comunità a costruire case più solide e durevoli», spiega Alexandre Kaclejda, inviata da Care in Nepal per seguire la ricostruzione. «I nepalesi conoscono tecniche di costruzione tradizionali, Care li aiuta semplicemente ad assicurarsi che queste strutture possano resistere a eventuali sismi in futuro».

«Il Nepal è ancora lontano dall’essersi rimesso dalla catastrofe. La ricostruzione è stata rallentata dalle forti piogge e da frane provocate dal monsone, da poco terminato», spiega Lex Kassenberg, direttore dell’organizzazione umanitaria. «Ora però è più facile circolare nel Paese e portare alle persone più vulnerabili ciò che serve loro per affrontare l’inverno»

Il Nepal, uno dei Paesi più poveri del mondo, continua ad avere bisogno di aiuti per ricostruire case, scuole e ospedali distrutti o danneggiati. La situazione è per di più complicata dal blocco di un passaggio chiave tra il Nepal e l’India. Imposto dagli oppositori della nuova Costituzione nepalese da più di tre settimane, provoca penuria di carburante e l’approvvigionamento di beni di prima necessità.

Le foto di Brian Sokol, scattate soprattutto nei villaggi di Mulpani e di Banskharka, che si trovano nel nord-est del Nepal, documentano la gravità della situazione.

 

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