Parigi, sequenza di un amore

Amore romantico 1

 

 

È l'alba. È Parigi. È la torre Eiffel. È lo scenario giusto e il momento propizio. Lui e lei. Non è che si siano alzati presto. A letto non ci sono proprio andati. Hanno cenato, poi hanno trascorso il resto della notte a girovagare, ballare, chiacchierare. Fino a quando lui, con la voce un po’ incrinata dall’emozione, o forse dal fiatone, non le ha sussurrato. «Fermiamoci, vorrei dirti una cosa”. Si sono fermati e lui ha fatto una cosa strana. Si è inginocchiato ai piedi di lei, che è rimasta di stucco. Sembrava quando ci si genuflette davanti all'altare.

 

 

Amore romantico 2

 

 

In quel momento avrà forse pensato di aver passato la notte con un matto? Si è guardata intorno. Nessuno in giro, neppure gli addetti alla raccolta dei rifiuti, che a Parigi hanno peraltro il dono dell’invisibilità anziché quello dell’ubiquità. Ma dentro di sé sentiva di non essere in pericolo. Conosceva quell’uomo da un po’ di tempo e niente nel suo modo di fare e nel suo aspetto, completato ora da un imbarazzato sorriso, l'aveva messa in allarme. Era solo curiosa di sapere dove sarebbe andato a parare con quella strampalata messinscena.

 

 

Amore romantico 3

 

 

L’uomo comincia a farfugliare qualcosa che somiglia molto a una poesia ermetica recitata male, ma che diventa sempre più chiara a mano a mano che prosegue. Le donne, nonostante siano stremate da una passeggiata notturna con un uomo cui all'improvviso brillano gli occhi, hanno un senso senso per arrivare a conclusioni certe. Non c’è bisogno che lui termini il suo confuso pistolotto perché lei capisca che quella è una dichiarazione d’amore in cui le parole fatte in casa si mescolano a certi versi rubati a Prévert e messi da parte per l’occasione propizia. Che capita quel mattino con il sole che spunta dietro la Dama di Ferro, come i turisti chiamano la torre Eiffel, e qualche volta anche i parigini la chiamano così per compiacerli.

 

 

Amore romantico 4

 

 

A un certo punto l’uomo si mette una mano in tasca ed estrae uno scatolino, fa scattare il coperchio e il sole si sfila un raggio dalla faretra per scoccarlo su quel cosino d’oro. È un attimo, un lampo che si riflette negli occhi di lei e l’abbaglia. Forse si era già convinta. Forse aveva giù detto di sì, stava per dirlo o l’avrebbe detto, ma quell’asso nella manica gli fa vincere la partita. È fatta. Lei lo aiuta a rialzarsi. Ognuno è libero di pensare che quella favola termini con la classica formula «e vissero felici e contenti».

 

 

Amore romantico 5

 

 

A noi hanno raccontato anche il lato B della storia di quell’uomo e crediamo che abbia una stretta relazione con il lato A, come in qualsiasi 45 giri o LP, come si chiamavano gli antenati dei cd, che avevano due facce. L’uomo che ha confessato il proprio amore in uno dei luoghi più suggestivi di Parigi è, se ci è lecito il greve parallelo, come il boia che aiuta una donna a partorire. È infatti uno degli esecutori incaricati dalla municipalità di Parigi di recidere migliaia di legami e promesse d'amore.

 

 

Il peso dell'amore

 

 

Non è un avvocato divorzista non è un killer al servizio di coniugi ormai insofferenti del loro matrimonio. No, è un operaio che, armato di tronchese, insieme ad altri colleghi, ha tranciato i lucchetti dell'amore agganciati da fidanzatini, neosposini et similia al Pont des Arts di Parigi: 45 tonnellate di metallo che stavano per far crollare una ringhiera di protezione. Da qui la decisione del comune di far rimuovere i lucchetti. Anche se nel frattempo ne sono stati agganciati di nuovi a indicare la caparbietà dell’amore o di quel che si ritiene tale, l'importante è crederci.

 

 

La rimozione

 

 

Il Pont des Arts non è il solo luogo di Parigi dove l’amore ha eletto il proprio domicilio. Ve ne sono molti altri, sparsi per la città, luoghi romantici, a volte imprevedibili, dove scambiarsi promesse e tenerezze, baci e altre effusioni. Eccone qualcuno. A voi scoprirne altri e segnalarceli. Ne prenderemo nota e rilanceremo.

 
Parigi, dieci luoghi per innamorati

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