Predappio: da luogo di culto del Duce a museo del fascismo?

Fan del Duce in pellegrinaggio a Predappio

 

 

Comune di 6.500 abitanti situato in Emilia Romagna, Predappio è dalla fine della Seconda guerra mondiale il luogo di convergenza dei nostalgici del fascismo e ogni anno attira migliaia di visitatori. La città, amministrata dalla sinistra fin dal 1945, concentra due siti «turistici» simbolici: la casa natale di Mussolini e la cripta in cui riposa il corpo del dittatore italiano. Questi due luoghi sono le tappe obbligatorie del pellegrinaggio dei neofascisti in camicia nera.

Esasperato da questa tradizione, Giorgio Frassineti, il sindaco di centro sinistra di Predappio, si è fatto venire un'idea: entro il 2019 si augura di aprire «un centro di studio e documentazione sul fascismo». Il museo si installerà nell'ex sede del partito fascista, oggi fuori uso. Un edificio di 2.400 metri quadrati dominato da una torre di 40 metri, nel cuore della cittadina. «Credo che la cultura e la ricerca storica siano l'unica soluzione per evitare che Predappio si chiuda nell'immagine di luogo simbolo del fascismo», assicura Giorgio Frassineti.

 

 

Predappio, Casa del Fascio

 

 

Il sindaco è convinto che debba essere il comune a farsi carico dell'affaire Mussolini, barattando il turismo di propaganda con un turismo di conoscenza, così come è stato fatto con la casa natale del Duce, proprietà dello Stato e dal 1999 gestita dal comune. Restaurata e aperta al pubblico, villa Mussolini ospita esposizione culturali e storiche. «Il vero nemico da combattere è l'ignoranza, la banalizzazione della storia», insiste il sindaco prendendo come esempio il centro di documentazione sul nazismo aperto nel 2015 a Monaco. «Io penso che l'Italia debba saldare i suoi conti allo stesso modo». L'iniziativa di Giorgio Frassineti ha suscitato l'interesse del governo di Matteo Renzi, che dovrebbe versare una parte dei fondi per la realizzazione del progetto, il cui costo è stimato in sei milioni di euro.

Marie-Anne Matard Bonucci, professore di storia contemporanea a Parigi-VIII e specialista del fascismo, è favorevole al progetto del sindaco di Predappio, «a condizione di pensarlo in modo intelligente». Gli istituti di storia della Resistenza sono stati invitati a parteciparvi. «Ogni anno si tiene nella città un festival di storia e si discute di fascismo in maniera scientifica. Bisogna considerare la questione in una prospettiva europea e sprovincializzare il fascismo», spiega Marie-Anne Matard Bonucci.

 

 

Targa all'ingresso della cripta dov'è sepolto Mussolini

 

 

La città nuova, costruita negli anni Venti dal regime mussoliniano, è un modello di architettura razionalista fascista e attira turisti interessati allo stile dell'epoca. «È un florilegio di tutto ciò che si faceva di meglio nel campo dell'architettura fascista, che permette di rendersi conto della megalomania del regime. Il luogo scelto per il museo si presta bene al contributo di un chiarimento su Mussolini ma anche sul regime in quanto tale», precisa la storica.

 

 

Souvenir. Foto di Tiziana Fabi:Afp
 

Nel 1984, al fine di sradicare il commercio ambulante abusivo di souvenir legati al Duce, il comune di Predappio ha autorizzato l'apertura di tre negozi, gestiti da famiglie locali. Vendono la panoplia completa del neofascista: libri revisionisti, magliette con la scritta «I love Duce», busti di Mussolini, manganelli e olio di ricino… Il peggio è che la domanda è in forte crescita. (Charles Delouche, Libération, 28 aprile 2016)

 

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