Tokyo, al sicuro nell’hotel biblioteca

Book and bed Tokyo 1

 

 

Ikebukuro. Al piano terra dell'edificio, il minuscolo ascensore è stretto da schiere di ristoranti italiani e francesi sovraccarichi di ideogrammi. Pigio sul «7». Le porte d'acciaio si aprono su un esiguo bancone in penombra. Si accende una lampada a forma di vecchio libro degli incantesimi, alla luce della quale mormoro il mio nome e adagio il mio indirizzo sulla pagina di un piccolo carnet dalla copertina di cuoio nero.

Varcata la soglia, il cemento grezzo contrasta con gli scaffali di libri e le scalette di legno. La biblioteca corre lungo l'intera parete. Tra le scaffalature, a intervalli regolari, scorgo piccole nicchie alte un metro appena, munite di tende. Dove non sono tirate, intravedo un ragazzo o una ragazza sdraiati su di una cuccetta, una lucina accesa, ingobbiti su un libro, con i capelli che coprono gli occhi. Quelle pagine chissà dove li fanno vivere. L'angustia dello spazio non li angoscia. Sogni e fantasia hanno già portato altrove questi viaggiatori zaino in spalla, giovani eccentrici che chiamano o si fanno chiamare geek o nerd e noi potremmo dire smanettoni o secchioni.

 

 

Book and bed Tokyo 2

 

 

Benvenuti al Book and Bed Tokyo, l'hotel ritagliato nella carta, dove le notti le passi in bianco se la pagina scritta ti prende troppo. Leggere o dormire, questo è il dilemma. Russare forse, convinti che i volumi possano insonorizzare i ronfi. Sono le 22,45 e nessuno, in una delle trenta «camerette» monouso, ha spento la lucina, chiuso un libro o iniziato un concerto per narici occluse. Continuano a frusciare le pagine di romanzi e saggi. Stridono quelle delle riviste patinate. Troppo inchiostro colorato, carta troppo lucida.

Con i suoi bagni in comune e gli spazi condivisi, Book and Bed Tokyo è più simile a un manga café e a un capsula hotel che agli hotel di alto livello che ostentano la loro bibliofilia, come il Library Hotel di New York o il B2 Boutique di Zurigo. Anche il prezzo è differente. Qui te la cavi con meno di 40 euro a notte.

Mi sono coricato tra i libri la sera del 14 novembre (il giorno successivo alla strage del Bataclan, ndr), non ho parlato con nessuno, non avevo voglia di dire alcunché, ho semplicemente letto, silenziosamente, il perfetto sconosciuto, tra sconosciuti, con cui ho condiviso la notte, il respiro e la consolazione della letteratura. In una sacca di libertà, in una comunità effimera. Un privilegio sempre più raro. (Libera rielaborazione di un articolo di Jonas Pulver, pubblicato il 18 novembre 2015 dal quotidiano Le Temps)

 

 

Book and bed Tokyo 3

 

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