Vitorchiano, le peonie dell’eterna bellezza

Panoramica del giardino delle peonie, a Vitorchiano.

 

Il paesaggio brulica di cipressi dritti come fusi. Le foglie argentate degli ulivi rabbrividiscono nella brezza. Tra le colline ondulate si intravedono sciami di tetti rosa. La campagna viterbese fa da sfondo a quell'angolo di Cina che è il Centro botanico Moutan, il giardino di peonie cinesi più grande e importante del mondo. Cina a parte.

Tutto inizia alla fine degli anni Ottanta, quando Carlo Confidati, all'epoca proprietario di Unopiù, si rivolge al celebre architetto paesaggista Paolo Pejrone perché gli sistemi il giardino. In realtà, Confidati ha già le idee chiare: vuole l'armonia, l'omogeneità, niente mixed borders all'inglese con quelle mescolanze di specie e colori che lui ritiene superate.

Ha la fissazione per le peonie. «Me ne ero innamorato in Cina, quando andavo a comprare il tek per i miei mobili», spiega. Ma trova solo fiori recisi. Importa allora i semi, ma deve pazientare sette anni per la prima fioritura. Alcuni fiori non saranno più grandi di palline da ping pong, mentre altri, larghi come piatti, dispiegano i loro petali con grazia da ballerine.

 

Uno straordinario esemplare di peonia

 

All'inizio degli anni Novanta, Confidati vende l'azienda, acquista 15 ettari di terreno ai piedi dei monti Cimini e si butta anima e corpo nella nuova impresa. Interamente dedicati al suo fiore feticcio, gli ex edifici agricoli riprendono vita. Nel progetto, un ristorante con terrazza dalla quale lo sguardo dei clienti gode della vista delle distese di peonie provenienti dal Shandong, Cina centrale. Gli stessi nomi dei fiori profumano di viaggi esotici: «Cielo sereno dopo lka tempesta», dai petali fucsia attorno a un cuore di stami gialli; «Dono del dragone nero» dalla corolla variopinta screziata di verde; «Trono di corallo», questa bella arruffata il cui colore rosa-arancio manda in estasi le signore dal pollice verde.

Poi «Bella di luna», «Farfalla rosa» e la precoce «Bellezza gemella», la cui corolla riunisce, in due zone distinte, petali rosa e porpora. Con un tocco di eleganza finale: quando i suoi fiori appassiscono, il suo fogliame si orla di porpora. «Abbiamo cercato di trascrivere, prima in inglese e poi in italiano, tutta la poesia sprigionata dai nomi cinesi», racconta Francesca, la figlia di Carlo, che con suo fratello Marco e suo marito Gian Paolo, veglia su Moutan.

Con le sue 200 mila peonie arbustive ma anche le erbacee, più vigorose e più fiorifere di quelle europee, nate da circa seicento specie differenti, il centro botanico viterbese vanta rarità che gli stessi cinesi gli invidiano. La sua collezione di rockii, di cui Carlo ha scovato esemplari nella regione del Gansu, ai piedi del Tibet, è più ricca di quella del giardino botanico di Shanghai, che è venuto a rifornirsi qui per colmare le proprie lacune.

«Hanno avuto difficoltà ad adattarsi al nostro clima. Per due anni non hanno prodotto fiori, niente. Al punto che stavamo per sradicarle», ricorda Gian Paolo, «quando, il terzo anno, abbiamo scoperto questa straordinaria fioritura, con una macchia nera all'attaccatura dei petali. Una vera sorpresa, dal momento che questa varietà non figurava in nessuno dei libri da noi consultati».

 

L'ingresso del Centro botanico Moutan

 

Il giardino conta anche una bella gamma di Paeonia ostii e suffruticosa tra cui la «gialla di Yao», considerata dai cinesi la regina delle peonie per il suo colore imperiale. In realtà deve la sua tonalità cremosa ai suoi stami mescolati ai petali. Siamo lontani dal giallo oro delle lutea della famiglia Delavay, una specie scoperta da un abate francese di fine Ottocento da cui ha preso il nome. Un fiore troppo piccolo per i gusto cinesi, che lo hanno trascurato, ma il preferito dalle api, attirate dal suo profumo intenso.

Le peonie vivono a lungo, da cento a duecento anni. In Cina se ne trovano anche vecchie di quattro secoli. Da una quindicina d'anni, il governo cinese si è interessato alle proprietà delle loro radici e ha scoperto che sono ottanta volte più antiossidanti del tè verde. Moutan non ha perso l'occasione per mettere a punto una linea di prodotti in vendita sul posto. Soprattutto cosmetici. Nulla può evocare l'idea di eterna bellezza meglio di una peonia.

 

 

La scheda
Il Centro botanico Moutan vanta la più ricca e completa collezione esistente al mondo di peonie arbustive ed erbacee. Un angolo di Cina esteso su una superficie di 15 ettari, nel cuore della campagna laziale, in cui crescono oltre 150 mila piante di 600 differenti varietà. Alcune di esse, molto rare e provenienti dalle più remote regioni asiatiche, hanno ritrovato qui un habitat ideale. La fioritura offre uno spettacolo impressionante per fascino e bellezza con migliaia di sfumature cromatiche che vanno dal bianco assoluto al porpora quasi nero, passando per le più delicate e insolite tonalità del rosa.

Centro botanico Moutan
strada statale Ortana 46
01030 Vitorchiano (Vt)

tel. +39 0761 300490
fax. +39 0761 300491

Apertura
Aprile e maggio 2015 (periodo di fioritura delle peonie): da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00; da venerdì a domenica e nei festivi dalle 9.30 alle 18.00.

Ingresso
Biglietto intero: 3 euro
Ridotto: 2 euro

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