Italia, il Paese delle occasioni turistiche perse

Istruttrice di ginnastica da spiaggia

 

 

Ginnasti. La professione che ha avuto il maggior aumento di addetti negli ultimi anni in Italia, dopo l'operatore di big data, è quella dell'istruttore di ginnastica da spiaggia: dal 2008 a oggi è cresciuta di 3.360 volte.

Turisti. Il turismo internazionale cresce in media del 5 per cento l'anno (più dell'economia mondiale). Secondo l'Omi (Organizzazione mondiale del turismo), nel 2030 il numero delle persone che faranno un viaggio all'estero sfiorerà i 2 miliardi.

Indice. Il Country Brand Index è l'indicatore dell'attrattiva esercitata da un Paese sul resto del mondo. L'Italia, che nel 2004 occupava la prima posizione, nel 2014 è scivolata alla diciottesima.

Spesa. A parte il pacchetto base (volo + hotel), nella spesa del turista medio lo shopping copre il 40 per cento del totale. I biglietti per musei ed eventi vari, invece, non superano il 10 per cento.

 

 

 

 

Made in Italy. In Qatar stanno costruendo una copia della Galleria Vitorio Emanuele II di Milano in scala 1:1 che ospiterà tutti i marchi italiani del lusso.

Unesco. L'Italia è al primo posto nella classifica dei siti protetti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Ne ha 51, il 5 per cento del totale. Seconda la Cina, grande trenta volte l'Italia, con 47.

Feedback. Secondo una ricerca della società di consulenza PricewaterhouseCoopers, il ritorno commerciale che hanno gli Stati Uniti sui siti Unesco è sedici volte quello italiano. Quello di Francia e Regno Unito supera il nostro tra le quattro e le sette volte.

Offerta imbattibile L'Italia ha 4mila musei, 95mila chiese e 2 mila aree archeologiche, Delle 160 tipologie di turismo catalogate nel mondo, l'Italia è l'unica in grado di offerine cento.

 

 

Uno scorcio dell'ex area Italsider di Bagnoli (Napoli)

 

 

Eurodisney. Quando Ron Disney, genero di Walt, decise di aprire un parco divertimenti in Europa, quasi tutti i Paesi europei si candidarono per ospitarlo. Alla fine si arrivò a una short list: Francia, Spagna e Italia. La Francia offrì 22 chilometri quadrati di campi di barbabietole alla periferia di Parigi, la Spagna Barcellona, l'Italia la zona del lago di Patria, verso Caserta. Siccome la Disney insisteva per un'area più vicina alla città, venne fuori l'ipotesi Bagnoli (Napoli), l'immensa area Italsider, già in dismissione e avviata alla chiusura definitiva nel giro di pochi anni. Disney avrebbe optato per questa ipotesi, grazie al clima migliore, il mare di fronte e il lo skyline del Vesuvio alle spalle. Ma la procedura fu talmente complessa e le resistenze così numerose che alla fine gli americani persero la pazienza e optarono per Parigi. L'investimento su Bagnoli avrebbe creato 36mila posti di lavoro, indotto compreso.

Occasione mancata. Visitatori di Eurodisney a oggi: 15 milioni l'anno. Oltre il doppio del Colosseo e dei Musei Vaticani.

Disoccupazione. Oggi, a Napoli, i giovani disoccupati sono oltre il 50 per cento.

 

 

 

 

Cellulare. Ad Abu Dhabi, nel 2013, un numero di cellulare, lo 0507777777. è stato messo all'asta e venduto per un milione e mezzo di euro solo perché facile da ricordare.

Assenti. Ad Abu Dhabi sorgerà il più grande museo del mondo. Un'isola intera, quella di Saadiyat (felicità, nella lingua losale), a sette minuti dal centro della città. Che avrà la più alta concentrazione al mondo di beni culturali. Ci saranno tutte le grande istituzioni dell'arte mondiale, dal Louvre al Guggenheim, ma nessun museo italiano.

Affari. La filiale del Louvre ad Abu Dhabi pagherà 525 milioni di euro per l'uso del nome più altri 720 per l'affitto delle opere che saranno esposte temporaneamente.

Internet. Su Internet, ogni secondo passano 600 tweet, 700 post su Facebook, 34 mila ricerche su Google.

Incremento. Secondo una ricerca di Oxford Economic, portare i nostri contenuti on line al livello della media europea farebbe crescere gli arrivi dei visitatori di circa il 10 per cento.

Notizie tratta da Resort Italia. Come diventare il villaggio turistico del mondo e uscire dalla crisi di Lorenzo Salvia, edito da Marsilio, 150 p. 17 euro

 

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