Blogger, riflessi in uno specchio oscuro

Foto di Gabriela Herman 18

 

 

Assorti, incantati o solo abbagliati? Che cosa cerchiamo negli schermi luminosi di pc e laptop che illuminano le nostre facce di navigatori del web? Cerchiamo l'uomo con la lanterna come Diogene o è il genio della lampada di Aladino che si offre di esaudire desideri che crediamo di avere? Siamo cercatori o ricercati (dalla pubblicità, per esempio)?

Sono domande che neppure ci sfiorano quando siamo noi a guardare dentro la scatola che illumina i nostri volti, ma che ci sorprendono quando vediamo altri a farsi assorbire, incantare abbagliare.

Lo sguardo su chi guarda è anche un modo per guardare dentro noi stessi. Credo sia questo che vuol dirci la fotografa e blogger Gabriela Herman. Pure lei assorbita, incantata, abbagliata. Con una differenza che non è però di poco conto: i suoi viaggi non sono solo virtuali, lei è un'autentica giramondo. L'universo lei non si accontenta di osservarlo e conoscerlo per interposto schermo. Lei lo percorre, lo traversa, lo fotografa, gli spara uno scatto dietro l'altro.

Tutto quel che volete sapere e vedere di Gabriela Herman, lo trovate sul suo blog. A volte non se ne può fare a meno. Di blog.

 

 

computer

Micidiale quella luce

Lo sapevamo già, ma sentircelo ripetere chissà che non giovi alla nostra salute, fisica e mentale: smartphone, computer, e-book e tablet disturbano il sonno. La luce opalescente emessa dai loro schermi scombina il ciclo veglia-sonno e i nostri ritmi biologici. Un nuovo studio reso noto dalla Bbc rincara la dose. Il dottor Paul Gringras, dell’ospedale per l’infanzia Evelina di Londra, ha dimostrato che la luce emessa dagli schermi inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che assicura la sincronizzazione del ciclo veglia-sonno e la regolazione dei nostri ritmi biologici.

I nuovi modelli di smartphone, con i loro schermi sempre più grandi, sempre più luminosi, che assicurano una migliore leggibilità anche quando splende il sole, durante la notte diffondono una luminosità che rafforza lo stato di veglia e impedisce di dormire.

Il sonno, com’è noto, è riparatore. Quando dormiamo, le nostre funzioni rallentano e il nostro cervello si disintossica. Leggere un libro rischiarato dalla luce di una lampada da comodino ha un effetto rilassante, poiché le lampadine hanno una debole resa luminosa. Al confronto, la lettura di un libro su un e-book il cui schermo è retro-illuminato stimola prima di tutto il cervello, rendendo più difficile prendere sonno.

Negli Stati Uniti si stima che il 30 per cento degli adulti e il 66 per cento degli adolescenti manchino regolarmente di sonno. Al di là delle prevedibili conseguenze all’indomani di una cattiva nottata (rallentata capacità di concentrazione, stato emozionale accentuato, diminuzione dei riflessi e della capacità di ragionare) un prolungato stato di veglia può provocare disturbi alla salute. Per non elencarne che qualcuno, si va dall’acquisto di peso al diabete a un aumento del rischio di certi tipi di cancro agli infortuni vascolari cerebrali. Privare qualcuno del sonno è, d’altra parte, una tecnica d’interrogatorio per indebolire un individuo. Una tortura.

Che fare per ristabilire una convivenza meno nociva con i nostri «inseparabili» strumenti di navigazione? Il dottor Gingras ritiene che i fabbricanti dovrebbero assumersi le loro responsabilità e proporre una funzione «bedtime mode» (modalità sonno) che potrebbe essere attività a fine giornata per trasformare la luce azzurrognola in una luce gialla e rossa a bassa intensità. Dovremmo sviluppare un nuovo metodo per convivere con i nostri «inseparabili» strumenti di navigazione

Nell’attesa, sarebbe bene che ciascuno di noi la smettesse di consultare i propri schermi prima di coricarsi, e non si riducesse a spegnerli all’ultimo momento, un attimo prima di posare la testa sul guanciale.

 

 

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