Cina, una statua di Mao con due teste

Mao

 

 

È alta 37 metri, per costruirla ci sono voluti nove mesi di lavoro, è costata 420 mila euro, soldi sborsati da un gruppo di imprenditori agricoli locali.

Dorata come quella di una qualsiasi divinità orientale, la statua di Mao Zedong luccica nel bel mezzo di campi coltivati nella regione dello Hunan, Cina centrale. Il defunto dittatore tiene le mani raccolte in grembo come una salma e guarda nel vuoto per non guardare in faccia i suoi ex sudditi ai quali, da vivente, ha imposto disastrosi balzi in avanti, rivoluzioni culturali, guardie rosse, insensate guerre ai passeri, carestie e sentenze senza processi.

 

 

La testa di ricambio

 

 

Tutte queste sciagure non impediscono che il fondatore della Repubblica popolare morto nel 1976, dunque, quarant'anni fa, continui a essere venerato da milioni di suoi connazionali. Il drone che ha fatto le riprese mostra che a terra giace un'altra testa di Mao. Quella venuta male? Un ricambio nel caso la prima si guasti o si ravveda? Comunista esagerata o capitalista sfrenata, qual è oggi, la Cina resta sempre un bel mistero, racchiuso in un enigma.

 

 
Il video

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