Egitto, a Naucrati sì che se la godevano

Così si presenta oggi l’area dove un tempo sorgeva Naucrati.

 

 

Naucrati è molto più importante di quel che si è fino a oggi creduto. Città di 16 mila abitanti, con un porto che occupava circa 60 ettari su un ramo del Nilo, era stata per mille anni punto di incontro tra Greci ed Egizi. Ammirata per le sue feste e la bellezza delle sue egiziane facili, era un importante scalo commerciale. Il suo nome, in greco, significa «padrona di navi». E proprio dal suo porto derivavano ricchezze e bagordi.

 

 

Una ciotola in ceramica fabbricata a Chios verso la fine del VII secolo a. C. e ritrovata a Naucrati

 

 

Gli scavi per portarla alla luce sono iniziati nell’Ottocento, dopo che un egittologo inglese l’ebbe localizzata, nel 1884, ma negli ultimi anni gli archeologi del British Museum hanno aggiornato le scoperte precedenti. Arrivando alla conclusione che la città fosse grande il doppio di quel che si era pensato e che avesse edifici alti fino a sei piani, come quelli che si possono ancora vedere nello Yemen. Sono convinti anche che le navi accedessero direttamente al porto, senza trasbordare i carichi sulle chiatte. Insomma, che fosse una città navigabile come lo sarebbero poi state Venezia e Amsterdam.

 

 

Figura di giovane nudo dall'enorme fallo

 

 

La Hong Kong dell’antichità

Secondo l’archeologo britannico Ross Thomas, citato dal Guardian, Naucrati «era la Hong Kong dell’epoca». Dal VII secolo avanti Cristo al IV dell’era cristiana, dunque per mille anni, era stata il punto di contatto tra le due grandi civiltà del mondo antico. I Greci scaricavano nel suo porto argento, olio e vino e caricavano grano e profumi egiziani. Con i nuovi scavi, condotti a partire dal 2012, gli archeologi hanno scoperto oltre 10 mila oggetti tra i più disparati, sia sacri che profani. Tra i tanti, gli anelli ai quali attraccavano le navi, resti delle imbarcazioni, statuine della dea egiziana del cielo Hathor, o quella di un uomo munito di un enorme fallo con un’anfora di vino.

 

 

Terracotta raffigurante Afrodite. In epoca ellenistica e romana, la dea greca era società alle divinità egiziane della fertilità: Iside, Hathor e Bubastis.

 

 

Menzionata da Erodoto, Naucrati godeva fama di città godereccia in cui abbondavano il vino e le etere (prostitute). Una sorta di «Milano da bere» di quei tempi. Il declino della città, iniziato nel V secolo, durò fino al periodo bizantino. Le acque del Nilo fecero il resto.

 

 

Delta Map for EES copy

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