Kinessa Johnson, cacciatrice di bracconieri

Veterana dell'Afghanistan, Kinessa Johnson dà la caccia ai bracconieri nell'Africa orientale.

 

 

Sulle falangi della mano sinistra, si è fatta tatuare «Love» (amore); sulla destra, «Hate» (odio), come Robert Mitchum nel film La morte corre sul fiume. Ma non è cattiva come lui. Le sue prede non sono due bambini spauriti in fuga, ma i bracconieri africani che uccidono gli animali, «innocenti perché, a differenza dell'uomo, non conoscono né l'odio né l'avidità».

Kinessa Johnson ha il corpo ricoperto – «al 60 per cento», ci tiene a precisare – da tatuaggi esplosivi. E non per modo di dire: su un braccio si è fatta disegnare una granata per festeggiare il superamento di un esame nel maneggio delle armi. A tempo perso, Kinessa fa la modella, specializzata in armi da fuoco. Si mette in posa in mezzo a pistole e fucili a pompa, «sua grande passione fin dall'infanzia». Su Twitter è seguita da 17.700 fan.

Maschiaccio fin da quando era una ragazzina, Kinessa è cresciuta circondata da armi e animali ad Anacoco, in Louisiana, vicino alla base di Fort Polk, centro di addestramento dell'esercito. «C'erano cavalli, cani, anatre, maiali. Giocavo con loro. Ho due bulldog, sarei disposta a rischiare la vita per difenderli».

 

 

Kinessa in posa come modella
 

 

A 21 anni, nel 2007, Kinessa si arruola per «servire il Paese». Per sei mesi è di stanza a Kandahar, in Afghanistan. «Quando sono tornata, ero un'altra». Lascia l'esercito a causa di ferite alla mascella e alla schiena. La sua pensione di invalidità le basta a far quadrare il bilancio. Si sposa «con un ex militare che viaggia parecchio» e per tre anni conduce una vita nomade. Posa le valigie in California, poi a Las Vegas, alle Hawaii, nella Carolina del Nord, nello Stato di Washington. Lo scorso anno è stata contattata dall'associazione VetPaw, che recluta veterani dell'esercito americano per la protezione della fauna in Africa.

«Ho accettato perché avevo bisogno di dedicarmi di nuovo a una causa nobile», dice. Eccola dunque in Tanzania, dove l'organizzazione ha il suo quartier generale africano. Durante le sue missioni, partecipa a operazioni molto speciali. Nel Paese, i bracconieri sono noti. Sono ricchi e il denaro che guadagnano serve a far vivere la loro famiglia, il loro villaggio. Talvolta, a finanziare il terrorismo. Ma lo Stato non ha i mezzi per incastrarli. Gli ex GI del VetPaw aiutano i ranger locali a stanarli. Gli trasmettono competenze e i loro energici metodi di prevenzione e di interrogatorio dei sospetti.

 

 
Kinessa in azione
 

 

Il carniere di Kinessa è impressionante: 25 bracconieri sono stati arrestati da quando ha cominciato a dar loro la caccia, nel novembre 2014. Lancia l'allarme: «Se li lasci imperversare, presto non avremo più elefanti, leoni o giraffe nella savana». Quando il leone Cecil è stato ucciso nello Zimbabwe dal dentista americano Walter Palmer, si è infuriata. «Sfortunatamente, quel tizio ha operato nella legalità. Quel che ha fatto è orribile, ma è impossibile metterlo in stato di accusa».

Kinessa si è specializzata nell'addestramento delle donne ranger «perché in Africa hanno più fiducia in un'istruttrice che in un istruttore». Il suo maggior dispiacere è di non poter armare e addestrare gli stessi animali.

13 responses

  1. Sincerous compliments by my heart for your precious work for animals! I like so much this.....thank,thank, thank
  2. Chissà se è vegana.
  3. ah, non collabora più con Vetpaw.
  4. Thank you, Kinessa!!
  5. Tks a lot for our wildlife
  6. Voglio diventare anch'io cacciatore di bracconieri
  7. Bell'articolo, invece di recintare e cercare di impedire che i Bracconieri, ed altre persone non autorizzate, entrino nelle zone riservate agli animali, pagano dei militari Killer che fanno i cecchini ammazza persone per lavoro, addestrati e pagati per uccidere PERSONE ( anche i bambini ) nei vari teatri di guerra ... Per difendere gli animali uccidiamo le persone ! Bravi Vegani Animalisti ! Complimenti ! questa si che è giustizia ! del resto per voi è più importante la vita di un'animale che quella di una persona ... giusto ? ... go Vegacazzate !!!!
    • se stanno a casa loro al posto di uccidere animali indifesi solo per il macabro gusto di sentirsi predominanti sui deboli,nessuno li toccherebbe. Io gli sparerei direttamente nelle palle per lo schifo che fanno. P.s. molto meglio la vita di un animale che di un coglione.
    • Giusto. Per me è più la vita di un animale è pari a quella di un uomo. Fin quando l'uomo non fa niente di male. Nel caso dei bracconieri non si parla di uomini ma di oggetti inutili da eliminare
    • Ma chi parla di vegani, sai leggere? Io non sono nemmeno vegetariano, ma mi secca leggere commenti approssimativi che girano in ballo vegani, vegetariani, animalisti, perché no magari anche i no TAV, quando si sta parlando di bracconaggio che rischia di estinguere le specie solo per vendere avorio a qualche imbecille.
  8. Ottimo lavoro Kinessa! Anche in Sudafrica usano ex appartamenti alle forze speciali antiterrorismo per dare la caccia ai bracconieri con ottimi risultati. Se potessi mi unirei anch'io a loro. Non è questione di vegetariani, vegani, animalisti è che bisogna impedire che gli animali paghino le conseguenze dell ' avidità umana. Questi soldati rendono rendono le cose un po più difficili a chi cerca il guadagno facile e pareggiano un po il divario tra bracconieri armati di kalashinkof e animali con solo denti e artigli

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