Le mie vacanze sul Kon-Tiki

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di Enrico Franceschini

Presentazione con tappeto rosso a Londra per Kon-Tiki, il film candidato all'Oscar sull'avventuroso viaggio compiuto nel 1947 dall'esploratore norvegese Thor Heyerdahl a bordo di una zattera dal Perù alla Polinesia: seimila chilometri in tre mesi di navigazione, per dimostrare che i popoli dell'antichità attraversavano gli oceani con mezzi primitivi ben prima di Colombo. Il filmato originale dell'impresa, girato dal coraggioso capitano vichingo, vinse nel 1950 l'Oscar per il miglior documentario; il libro da lui scritto diventò un bestseller mondiale vendendo 50 milioni di copie. Seguirono altre avventure per mare, varcando l'Atlantico su una barca di papiro come gli antichi egizi. Poi Thor Heyerdahl trovò la sua Itaca: a Colla Micheri, villaggio medievale in Liguria, dove nel 1958 acquistò una proprietà e dove è morto nel 2002.

Rivedere adesso la sua storia al cinema riaccende un ricordo a lungo sopito: quell'Odisseo norvegese, mi viene in mente, l'ho conosciuto. Veniva con tutta la sua grande famiglia all'Hotel Dolomiti di San Martino di Castrozza, l'albergo in cui da bambino, negli anni ‘60, passavo le vacanze di Natale con i genitori. Erano tutti biondi, belli e pieni di vita, gli Heyerdahl. Una delle figlie di Thor, Elisabeth, che chiamavo Bettina, aveva la mia età: mi presi una cotta, al veglione di Capodanno in hotel ballammo insieme, scambiammo un bacino. Fuori, nel buio, nel gelo, nella neve, risuonava la canzoncina dei bimbi del paese che chiedevano offerte per la chiesa: «Bonine bonan, bon an auguriam». Dove mi avrebbe portato il Kon-Tiki? (la Repubblica, 29 dicembre 2014)

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