Londra, che brividi il museo di Scotland Yard

Il binocolo che acceca

 

Per la prima volta Scotland Yard mette in mostra una serie di oggetti che hanno segnato la storia criminale della Gran Bretagna. Armi bianche e armi da fuoco, valigette esplosive, bombe di tutte le specie, kit per il perfetto avvelenatore, attrezzature per procuratrici d’aborti, rossetti mortali, ombrelli che sparano, corde da impiccagione, note spese del boia e mille altre letali diavolerie. Un ricco inventario le cui origini risalgono al 1874, anno in cui luna modifica della legge autorizzò la celebre polizia londinese a conservare i corpi di reato sequestrati e acquisiti come prove. Oggetti macabri ma affascinanti protagonisti di un’epopea nera fatta di delitti veri, come quelli di Jack lo squartatore, che alimentò i romanzi di sir Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes, una tradizione narrativa proseguita con Agatha Christie, Edgar Wallace e ancora ben viva.

Fin da allora, questi reperti sono utilizzati per l’addestramento dei poliziotti, sia inglesi sia stranieri. Nessun estraneo aveva avuto fino a oggi l’opportunità di vederli. Questo lugubre «tesoro», carico di leggenda e di polvere, un patrimonio sinistro e allo stesso tempo attraente, resterà esposto al pubblico fino all’aprile 2016. Facile prevederne il successo. È una prerogativa dei musei degli orrori attirare i voyeurs e calamitare le curiosità più morbose.

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