Marienbad, fonte di giovinezza

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«Ma non ci siamo visti l’anno scorso a Marienbad?». Lei non ricorda, lui la tormenterà con questa insistente domanda per tutto il primo e il secondo tempo. Succede nel film L’anno scorso a Marienbad (foto in basso) di Alain Resnais, premiato con il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 1961. La critica applaudì, il pubblico sbadigliò. Nessuno l'ha più rivisto, il titolo lo ricordano tutti.

Marienbad, Repubblica Ceca, oggi Mariánské Lázne, tra l’Otto e l’inizio del Novecento era la stazione termale più aristocratica d’Europa, frequentata da Goethe, Ibsen, Kipling, Gorki, Kafka, Tolstoi, Dvorak, Chopin. La Seconda Guerra mondiale e 60 anni di comunismo l’hanno relegata nel mito, scaffale nostalgia.

Oggi la cittadina nel nord-est della Repubblica Ceca è il paradiso termale dei tedeschi anzianotti. Al mattino, per il fresco, li vedi trottare in tuta sportiva da una fonte all’altra. Eccitati come se stessero per tuffarsi nella fontana della giovinezza. Un giorno alla fonte Rodolfo, un altro alla fonte Carolina. Sorseggiano l’elisir di lunga vita da piccole tazze di porcellana con il becco. Visti da lontano sembra che fumino la pipa. La prima volta che assaggiano la Kreuzbrunnen (fonte di Kreuz), si strozzano. Perfetta per gli stitici, è un’atroce miscela gasata che sa di terra e di cuoio. Ogni fonte ha le sue proprietà. Rodolfo è ricca di calcio, Carolina di magnesio.

Il pomeriggio, i nostri sommelier si rifugiano nel tempio delle fonti (foto in alto), ai piedi della montagna. Sostenuto da 72 colonne, questo tempio classico è il ricettacolo di svariate sorgenti. Compiute le abluzioni, gli ospiti corrono negli hotel, che attorno alle venti si trasformano in alveari.

A differenza di altre città termali, Mariánské Lázne non dispone di bagni pubblici. Dopo la caduta del Muro, Nove Lázne (le nuove terme) sono state privatizzate e trasformate in hotel a quattro stelle. È qui che si pratica il trattamento del gas. Ci si infila nudi in una specie di sacco della spazzatura riempito di gas naturale. Raggiunta la consistenza dell’omino Michelin non resta altro che girarsi i pollici per una ventina di minuti. Chi ha fretta, può farsi iniettare il gas con una puntura. Fa male, ma pare sia un toccasana per chi soffre di dolori alla schiena.

Disertata dai cechi che la trovano troppo cara, Mariánské Lázne e presa d’assalto dai più facoltosi tedeschi. Con un maestoso parco nel bel mezzo della città, le foreste che la circondano e le fastose dimore ottocentesche di cui è disseminata, la cittadina è un felice miscuglio di sinfonia pastorale e architettura mitteleuropea.

L’ombelico della vita mondana è «la fontana musicale», che ogni sera, alle ventuno, sputa acqua verso il cielo accompagnata dalla Nona di Beethoven. Terminato lo spettacolo, si passeggia sotto la galleria delle Nuove Colonne, struttura di vetro e acciaio di fine ‘800 con il soffitto decorato da motivi neorinascimentali o si va a curiosare nei negozi di vestiti a buon mercato sulla Hlvani Trída, tenuti perlopiù da vietnamiti. Sono quel che resta dell’ex Paese fratello all’epoca dei blocchi, vintage di una stagione morta. Gli ospiti nostalgici del passato austro-ungarico preferiscono salire su un calesse. Come il re d’Inghilterra Edoardo VII e l’imperatore Francesco Giuseppe, che il 13 agosto 1904 si incontrarono in quella che ancora si chiamava Marienbad. (is)

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