Arabia Saudita, Las Vegas trasloca a La Mecca

Abraj Kudai

 

Dodici torri, due delle quali a cinque stelle, 70 ristoranti, 45 piani, 10 mila camere, quattro aree di atterraggio per elicotteri. Con questi numeri l'Abraj Kudai batterà ogni record del mondo. È in costruzione a La Mecca, in Arabia Saudita, e dovrebbe essere pronto per il 2017, l'hotel riservato ai più ricchi dei due milioni di musulmani che ogni anno si recano in pellegrinaggio nel luogo più sacro dell'islam.

Realizzato dalla società Dar Al-Handasah, la stessa cui si deve l'aeroporto di Dubai, ha come modello le tradizionali fortezze del deserto. Vertice supremo del lusso, avrà una sala da ballo, un centro commerciale, una stazione d'autobus e una sala per conferenze. E disporrà di confort e fasto più che sufficienti a ricevere la famiglia reale saudita.

Il progetto, la cui realizzazione costerà 2,3 miliardi di dollari, non piace a tutti. «Il pellegrinaggio che dovrebbe essere sobrio, un semplice rito di passaggio, si trasforma così in una sorta di gita a Las Vegas che i fedeli non possono permettersi», ha sbottato Irfan al-Alawi, storico e direttore di una fondazione islamica nel Regno Unito, parlando con un giornalista del quotidiano britannico The Guardian. Lo studioso, indignato, ha pure ricordato che la tendenza a costruire sui luoghi storici dell'islam non è nuova. La stessa casa di Abu Bakr, compagno del Profeta, fu abbattuta per far posto a un hotel Hilton.

In attesa che il colosso del deserto sia completato, a detenere il record di hotel più grande del mondo è, forte delle sue settemila camere, il complesso Venetian Palazzo di Las Vegas, quella vera nel Nevada.

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