Cile, la miracolosa fioritura del deserto di Atacama

Cile, deserto di Atacama, ottobre 2015

 

 

El Niño, che con i suoi capricci infierisce sulle regioni meridionali del pianeta, tormentandole ogni cinque anni con alternanza di inondazioni e siccità di calibrato sadismo, qualche volta è causa di involontari gesti di generosità. Com'è tipico dei bambini fuori controllo.

L'ultimo piacevole effetto collaterale di questo dispettoso fenomeno climatico, che ha origine nell'oceano Pacifico tra dicembre e gennaio, è l'eccezionale fioritura del deserto di Atacama, il suolo più arido del pianeta.

Questa plaga d'aspetto poco invitante è la preferita dal sole che alimenta le centrali solari più potenti del mondo e sponsorizza una gara automobilistica con vetture a energia solare che raggiungono i 140 chilometri l'ora, mentre da un suo altipiano a 5.000 metri di altitudine l'uomo spia l'universo con le 66 antenne dell'Alma, uno dei più grandi telescopi del mondo.

Chi direbbe mai che questo deserto di 105 chilometri quadrati, 600 chilometri a nord di Santiago, dal sottosuolo ricco di minerali, tra cui il prezioso litio, è capace di simili esuberanti performance di superficie? Che dalla sua crosta giallastra e screpolata possono spuntare fiori dai colori delicati e violenti e che lo ricoprono fino a renderlo irriconoscibile?

Sono sbocciati a milioni i paradoxa di nolana (nolana paradoxa) bianchi e violetti, le gialle «añañucas della cordigliera» (rhodophiala rhodocirion), gli «artigli del lone» (bomarea ovallei), specie cilena endemica di colore rosso, e le «zampe di guanaco» (calandrinia longiscapa) delle più diverse tonalità.

Una meraviglia della natura che si produce ogni quattro o cinque anni, ma stavolta di intensità inedita. «Quest’anno si è verificato l’episodio più spettacolare degli ultimi quaranta-cinquant’anni», conferma entusiasta Raul Cespedes, docente all’università di Atacama.

Perché proprio quest'anno? L'origine della miracolosa fioritura è dovuta alle eccezionali precipitazioni dello scorso marzo. L'acqua, assorbita nel sottosuolo da bulbi e rizomi, ha fatto da incubatrice ai fiori che sono esplosi a fine ottobre, dopo una prima fioritura durante la primavera. «Due fioriture in un anno sono un avvenimento eccezionale», gongola Daniel Diaz, direttore regionale del Servizio nazionale del turismo nella regione di Atacama.

E ha ben donde a gioirne. Oltre ai fiori, l'insolita piovosità ha prodotto un rialzo dei turisti del 40 per cento. In tutto il mondo, sono tanti gli appassionati che seguono con ansia il bollettino delle fioriture per precipitarsi ad ammirarle sul posto. Una volta tanto, grazie Niño. Si spera che non la faccia pagare con una disastrosa incursione la prossima volta che si troverà a passare da queste parti. Il Cile peraltro ha già pagato l'ultimo passaggio del terribile «Bambino» (El Niño) con una trentina di morti.

 

 
Un’esplosione di colori (fotogalleria)

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1 response

  1. Bellissmo. Però io mi devo accontentare di vedere queste magnifiche fioriture da casa. Apprezzo molto anche il fatto che abbiate messo i nomi dei fiori.

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