Grecia, un memoriale a Lesbo per i rifugiati?

Ai Weiwei sulla spiaggia di Lesbo

 

«Le frontiere esistono solo nei nostri cuori e nelle nostre teste», ha detto Ai Weiwei. L'artista dissidente cinese ha abbracciato la causa dei migranti nel Mediterraneo al punto da volerne fare un'opera d'arte. Dalla pagina Facebook Ai Weiwei: Never Sorry, una delle tante che raccontano le peripezie artistico-politiche del militante della libertà d'espressione, si apprende che questi avrebbe l'intenzione di creare sull'isola di Lesbo un memoriale per attirare l'attenzione del mondo sulla tragedia dei rifugiati che traversano il Mediterraneo. «Come artista, sono connesso alle lotte dell'umanità… Non separo mai queste lotte dalla mia arte».

Ne sa qualcosa la Cina, di cui Ai Weiwei denuncia regolarmente gli attentati ai diritti dell'uomo con happening che diventano virali su Internet mandando in bestia le autorità del suo Paese.

Per quel che riguarda la tragedia dei migranti, l'artista dichiara che «la frontiera non è a Lesbo», è «nei nostri spiriti e nei nostri cuori». Secondo l'agenzia France Press, l'artista avrebbe già aperto uno studio sull'isola greca, avrebbe allertato i suoi atelier in Cina e in Germania e molti suoi allievi starebbero lavorando a diversi progetti. «È un momento storico, da qualsiasi punto di vista lo si guardi, e come artista devo esserci per creare opere legate alla crisi e suscitare una sorta di presa di coscienza».

 

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