India, la Festa delle Luci illumina il mondo

I festeggiamenti iniziano alla vigilia

 

 

In tutta l'India e fra gli indiani sparsi per il mondo, milioni di indù, sikh e giainisti si riuniscono per celebrare il Diwali, la festa delle luci che dura cinque giorni. Le credenze variano sensibilmente a seconda delle diverse regioni e sette, ma ovunque la festa, celebrata in India da più di un millennio, finisce allo stesso modo, e cioè con la vittoria della luce sulle tenebre e del bene sul male.

La parola Diwali proviene dal sanscrito deepavali e significa «fila di luci».

La mitologia indù fa risalire le origini del festival alla leggenda di Rama, di sua moglie Sita e di suo fratello Lakshmana che tornano all'antico regno di Ayodhya dopo quattordici anni di esilio. Nella notte buia, gli abitanti dei villaggi accesero piccole lampade d'argilla (chiamate diyas) per illuminare il loro cammino e per celebrare la vittoria di Rama sul re demone Ravana.

Il festival si svolge sempre nella notte più oscura della nuova luna, alla fine del mese lunare indù di Ashvin, che quest'anno cade l'11 novembre. Per molti nella comunità indù, Diwali segna l'inizio di un nuovo anno.

Per festeggiare, la gente indossa abiti nuovi e decora le case con rangoli, le figure create con riso o polvere colorati. Fuochi d'artificio, diyas e stelle filanti illuminano la notte, mentre ci si scambiano dolci e regali in famiglia e tra amici. Anche i cani si uniscono al divertimento, ricevendo ghirlande di calendula come ringraziamento per custodire i loro padroni.

 

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