Kazakhstan, chi non vorrebbe vivere in un cilindro di vetro, nella foresta, con un albero in casa?

Il rendering della casa di vetro, che avrebbe quattro piani e un albero al suo interno

 

 

Si dice che vive in una campana di vetro chi vuol isolarsi dal mondo, ignorando quel che gli accade intorno. Insomma, rinchiudersi nel proprio guscio. Ma se la campana è realmente vetro e questi non è né sporco né del tipo opaco o smerigliato, in realtà basta trapassarlo con lo sguardo per accorgersi di quel che accade all'esterno e da fuori si può spiare quel che succede all'interno. Ingloriosa fine di un modo di dire non infrangibile.

L'architetto kazako Aibek Almassov ignora questi significati e se ne infischia pure della privacy. Ha infatti progettato una torre di vetro nel bel mezzo della foresta. Di forma cilindrica e di quattro piani. Tutta trasparente. Dal piano terra al tetto. Per vivere «in armonia con la natura», ha spiegato all'Huffington Post. E chi non vorrebbe vivere in armonia con madre natura? Anche gli alberi, le erbe, i rampicanti e tutto quel che appartiene al mondo vegetale vorrebbe vivere in armonia con gli animali e gli esseri umani. Ma tra questi ultimi c'è chi costruisce le case e le città, che si inventa i boschi privati e le case nei boschi. Devastazioni dalle buone intenzioni cui l'amata natura assiste impotente. Dopo la casa sulla cascata, quella sotto il mare e via di questo passo, avremo anche il cilindro di vetro nella foresta?

Se sarà costruito, sarà composto da pannelli solari trasparenti e avrà un impianto per il recupero e il riutilizzo dell'acqua piovana. Sempre in nome del proclamato rispetto per l'ambiente. Per ora, il progetto è solo nella testa e sulla carta dell'architetto che si augura comunque di entrare presto in azione per dare corpo alla sua invenzione. In un primo tempo aveva pensato che potesse diventare un'abitazione ma, visto la scarsa intimità che offre, ha cambiato idea.

Vorrebbe farne un luogo pubblico, ad Almaty, nel sui Kazakhstan. «Mi piacerebbe che tutti potessero visitare la casa ed entrare a bere un caffè, leggere un libro o cenare», ha scritto per allettare i potenziali finanziatori nella sua campagna di crowdfunding. Pubblicato su Indiegogo, l'appello si propone di raccogliere la somma di 386mila dollari con l'intento di aprire il «locale» entro il 2017. Mano ai portafogli, amanti della natura e della trasparenza.

 

 

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