La natura sublime di Lonely Planet

La Valle dei Templi (Agrigento)

 

Lonely Planet, industria editoriale della catalogazione turistica del pianeta, non cessa di sfornare elenchi di meraviglie naturali. Nell'ultimo, ne propone addirittura 500 (al primo posto, i templi di Angkor Wat, in Cambogia). Sono cartoline fantastiche, forse un po' scontate, ma indubbiamente seducenti. Come si può vedere nella mini-selezione della foto-galleria.

Foto di luoghi sublimi e allo stesso tempo sublimati. In chimica, la sublimazione è il passaggio dallo stato solido allo stato gassoso senza passare attraverso quello liquido. Nella fotografia di viaggio, segna il trapasso dall'ambiguità del reale all'icona celebrativa ignorando le impurità prodotte dall'uomo e dai suoi dannosi business. Un processo di occultamento in cui i foto-alchimisti di Lonely Planet sono maestri indiscussi. Nella foto della Valle dei Templi qui sopra, per esempio, non si vedono le abitazioni abusive e le discariche che infestano la zona. La sua purezza iconica è sublime, dal vero lo è un po' meno.

Va detto che molti dei 500 siti catalogati da Lonely Planet sono abbastanza robusti da reggere l'urto delle distruzioni ambientali e altre offese senza restarne irrimediabilmente sconvolti. Per ora. La foto con scopi turistici non è mai vera, ma potrebbe essere un po' più sincera.

Fotogalleria

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