Lasciate in pace Vana Mana

 

 

Si chiama Vana Mana, ha 43 anni, lavora da quando ne aveva cinque e non ne può più. L'hanno maltrattato per insegnargli il «mestiere». Ha l'artrite, ha problemi a muoversi, ha una paralisi alla proboscide, un ascesso sulle spalle. Eppure questo elefante del circo Bouglione è costretto a lavorare, salendo su un pallone o uno sgabello, mettendo le zampe sulla schiena di un suo simile, insomma facendo tutte le cose più innaturali per un pachiderma. Per divertire un pubblico che forse non si diverte e sempre di più diserta questo tipo di show.

Militanti di varie associazioni di animalisti, in Francia, in Irlanda e in Inghilterra, hanno manifestato davanti ai tendoni del circo Bouglione per chiedere che Vana Mana sia mandato in pensione. Una richiesta legittima e sacrosanta, ma fin che non si avranno leggi restrittive sul trattamento degli animali, fin che non sarà bloccata l'importazione di animali nati liberi e non sarà abolito il bestiario circense, lo spettacolo di elefanti, tigri, leoni e altre «belve» costrette a fare cose contro natura, continuerà.

Chissà che Change.org, lodevole organizzazione che sforna ogni giorno appelli e petizioni (sacrosante e legittime, ci mancherebbe), non trovi un po' di tempo e di spazio anche per questa causa. Giusto per non far apparire gli animalisti davanti ai tendoni come i soliti quattro gatti guastafeste. E poi, siamo o non siamo un popolo che ama i gatti? Orsù, facciamo uno sforzo: dai mici agli elefanti in bici sono tutti nostri amici. Tu, che ne dici?

 

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