Nel suo ultimo selfie, la Terra si è scoperta un po’ pienotta

Terra 2015

 

di Ivano Sartori

 

Siamo 7,3 miliardi di esseri umani al mondo. Ma non è certo da questo selfie che si capisce. Troppo lontano. La Terra se lo è scattato, con il Sole in faccia, nel luglio 2015, da una distanza di 1,6 milioni di chilometri, con un apparecchio speciale: l'Earth polychromatic imaging camera (Epic), installato a bordo del satellite Deep space climate observatory (Dscovr), lanciato a febbraio dello stesso anno.

 

 
Terra 1972

 
 

E che fossimo troppi già nel 1972 non lo si capì neppure da questa foto, la prima integrale della Terra, presa dagli astronauti della missione Apollo 17, che battezzarono il nostro pianeta «The Blue marble», la biglia blu. Eravamo allora «soltanto» 3,9 miliardi.

Per l'autunno la Nasa ha promesso di mettere on line altre foto. Ormai possono arrivare da 12 a 36 ore dopo che sono state scattate. Inganniamo l'attesa rileggendo le parole le parole di Eugene Cernan, uno degli astronauti dell'Apollo 17.

«Quando siete a 250 mila miglia (circa 400 mila chilometri, ndr) dalla Terra e la guardate, la trovate molto bella. Potete vederne la sfericità. Potete vederla dal Polo Nord al Polo Sud. Potete vederla per continenti. Cercate i fili che la sostengono, un qualsiasi punto d'appoggio, e non ce ne sono. Guardate la Terra e tutt'attorno, l'oscurità più nera che l'uomo possa concepire».

Per capire che siamo tantissimi, basta solo guardarci attorno. Senza staccarci dal suolo. Solo così ci renderemo conto, nel nostro piccolo, di che cosa abbia significato un balzo in avanti di 3,4 miliardi di esseri umani in soli 43 anni.

All'essere umano piace la folla. Assente per ovvie ragioni, dalle aree più inospitali del pianeta, sovrabbonda in altre avanzando al ritmo inarrestabile di 237 mila abitanti al giorno. Senza curarsi granché delle condizioni di sostenibilità e vivibilità. È un agglutinarsi forsennato che non dipende tanto da condizioni ambientali quanto dal nostro bisogno di sfuggire la solitudine alitandoci sul collo.

E allora ce le inventiamo tutte per creare e partecipare a raduni di massa, per fare ressa e sgomitare per uscirne con l'unico risultato di toglierci il respiro a vicenda. Che le foto qui di seguito siano almeno di monito nella scelta della spiaggia. Tutti la vogliono solitaria e tutti la trovano e si ritrovano lì. Soli, in compagnia di qualche migliaio di solitari.

PS Mi duole dissentire da Eugene Cernan che la Terra l'ha potuta ammirare da una posizione tanto lontana e privilegiata, ma i fili esistono. E i burattinai siamo noi, gli esseri umani. Nel bene e nel male. Con netta prevalenza di quest'ultimo. Fino a ora.

 
Eccoli qui quelli che fanno traboccare il pianeta

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