New York, Nona Faustine nuda sui luoghi del commercio degli schiavi

Nona Faustine a Wall Street

 

Fino al 1827 si sono venduti schiavi a New York. Per commemorare questa storia così fosca e così vicina, l'artista e fotografa americana Nona Faustine si è ritratta nuda nei siti dove i bianchi trattavano il commercio dei neri e nei luoghi in qualche modo legati allo schiavismo, A cominciare dal palazzo della Suprema corte di giustizia, la Tweed Courthouse, che si trova accanto al municipio di New York.

«Nemmeno a Wall Street, nel posto preciso dove si svolgeva il commercio di uomini, donne e bambini sono riuscita a rendermi conto di quanto siano state terrificanti le pene e il dolore causate dall'attività che un tempo si svolgeva qui», ha spiegato l'artista all'edizione americana dell'Huffington Post.

A Nona l'idea della ricognizione sui luoghi newyorchesi dello schiavismo è venuta guardando il dagherrotipo di una schiava nera, Delia, realizzato nel 1850. Il suo pensiero è andato anche a Saartjie Baartman, la «Venere ottentotta», che fu portata in giro per l'Europa come un fenomeno da baraccone.

«Ho voluto rivelare luoghi che hanno legami torbidi con il passato. Che impressione può fare un corpo nero nudo dove solo 250 anni fa sono stati venduti corpi neri nudi? Solo le foto e i video possono farlo vedere e far riflettere», ha detto Nona al sito Black Girl Long Hair.

La serie di foto si chiama White Shoes, con riferimento alle scarpe bianche calzate da Nona Faustine nei suoi autoritratti.

 

L'esplorazione di Nona (foto a scorrimento automatico)

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