Nîmes, a las cinco de la tarde

Jose Maria Manzanares
Foto di Jacques Torregano

 

Amata e detestata, la corrida divide gli animi. Chi la odia vorrebbe veder infilzato il torero. Chi ne è sedotto la decanta con parole che riecheggiano Morte nel pomeriggio di Hemingway. La tauromachia è un rito che affonda le sue radici nella Grecia antica. L'uomo contro il Minotauro. Una lotta impari, una prova di coraggio oggi priva di senso per chi chiede a Bruxelles di metterla al bando. Richiesta irricevibile. Sono troppi, migliaia, in Spagna come nel sud della Francia, a gridare «olé» dall'alto degli spalti delle arene ogni volta che il torero inarca la schiena e fa volteggiare la muleta.

Jacques Torregano trascura l'aspetto cruento e controverso della corrida per soffermarsi sull'ombra che precede la luce, su quel tempo sospeso in cui i toreri si preparano a percorrere il tunnel, il paseo, che li condurrà nella luce accecante dell'arena. Li vediamo pensierosi o raccolti in una preghiera silenziosa.

C'è, in queste strepitose immagini, qualcosa che trascende il contenuto. Non conta più chi siano i personaggi ritratti e perché siano lì. Nei loro volti, nel traje de luces, lo scintillante costume intarsiato di fili d'oro, brillano la pittura di Goya e Velasquez. Gli stessi colori intensi. Senza il rosso imbarazzante del sangue. Più che in un sotterraneo di gladiatori, questi toreri assorti danno l'idea di essere stati sorpresi nella penombra di una cappella. Non morituri ma matadores che chiedono perdono per il delitto che vanno a compiere.

 

 

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