Parigi, è il vento del Sol Levante che spazza via le cartacce

Green Bird (Nettoyage des rues à Paris)

 

 

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Quando Parigi si fa sporca, i giapponesi cominciano a ripulire. Per evitare alla Ville Lumière di sprofondare nel buio del pattume di strada.

Ma come si permettono? Ma perché queste cose non le vanno a fare a casa loro? Che cosa vogliono dimostrare, di essere i più bravi? Sono domande che si leggono negli sguardi della coppia che passa con lei che osserva con sufficienza i netturbini improvvisati. È lo stupore che immagini nel signore che li riprende con la telecamera per consegnare alla posterità una stravaganza antropologica. È l’indifferenza dell’uomo sulla panchina con una birra (dove finirà la lattina?). le autorità parigine a cominciare dalla sindaca Anne Hidalgo hanno fatto buon viso alla lezione civica subliminale. In Italia non so come l’avrebbero presa. Un simile affronto finirebbe forse a carte bollate, denunce, interventi di vigili e talk show. Cioè in farsa. Da noi è severamente vietato minare il tran tran delle istituzioni, come ha dimostrato quel sindacato che se l’è presa con il direttore della reggia di Caserta, reo di self stacanovismo. Un gran brutto esempio.

 

 

Green Bird (Nettoyage des rues à Paris)

 

 

Quest’anno, il primo avvistamento di questi ufo parigini della pubblica decenza è avvenuto domenica 13 marzo, quando hanno ripulito i giardini del Trocadero. Erano in 200, ai piedi della Torre Eiffel, armati degli strumenti del mestiere e in un paio d’ore, dalle 9 alle 11, hanno fatto sparire tutti i rifiuti che insozzavano il verde: lattine, buste di plastica, cicche di sigarette…

Ma chi sono questi giapponesi che si prendono la briga di rassettare quel che gli stessi francesi trascurano o maltrattano? Perché lo fanno. Qual è il disegno?

Promossa da Paris Tourism Association, organizzazione che riunisce nove tour operator giapponesi, l’iniziativa intendeva rilanciare in Giappone l’immagine turistica di Parigi gravemente compromessa dagli attentati del 13 novembre. In effetti gli attentati hanno talmente colpito i giapponesi al punto da tenerli lontano da Parigi negli ultimi mesi. I nettoyeurs del Trocadero hanno dunque cercato di far arrivare ai loro connazionali il messaggio che con le pulizie pre-pasquali era arrivata anche la pace. Per completare l’opera, i 200 hanno piantato un ciliegio giapponese, simbolo di rinascita.

 

 

Green Bird (Nettoyage des rues à Paris)

 

 

L’operazione è stata ripetuta una settimana dopo, cioè domenica 20 marzo. Stessa procedura, stesso scopo dichiarato. Di diverso c’erano il luogo delle operazioni e gli operatori. Ad agire in place de l’Opéra stavolta sono stati i «netturbini» del movimento Green Bird, nato in Giappone nel 2003 e attivo in Francia fin dal 2007. Un momento. Se i giapponesi si erano messi in testa di raccogliere le cartacce già nove anni fa, quella degli attentati del 13 novembre è solo una pietosa bugia. Gatta ci cova.

 

 

Parigi ripulita dai giapponesi 4

 

 

Spulciando la stampa e rovistando in Facebook si scopre infatti che è dal 2007 che Green Bird ripulisce regolarmente i luoghi attorno alle principali mete turistiche parigine. A questo punto il disegno è chiaro. I giapponesi «espatriati» a Parigi per studio o lavoro ci tengono a far sapere ai loro connazionali di passaggio che vivono in una città mediamente pulita. In altre parole, considerano il luogo in cui vivono come casa loro. E nessuno vorrebbe accogliere un amico o un parente in una casa sporca. Oltre che a giovare alle casse del turismo, l’operazione pulizia fa onore al popolo che se ne fa carico. E che non è l’unico ad avere stranieri residenti a Parigi.

 

 

"</p

 

 

E da noi? Perché i giapponesi di casa nostra non sentono il bisogno di emulare i loro compatrioti di stanza a Parigi? Che abbiano capito, in virtù della lunga permanenza nella Penisola, che la battaglia è persa in partenza e che, come si è detto sopra, rimboccarsi le maniche significherebbe cacciarsi in un mare di guai. E vuoi vedere che, oltre le norme della prudenza e quelle di non provocare, i giapponesi nostri conviventi hanno finito per diventare conniventi? Cioè di essersi italianizzati.

 

 

"</p

Nessun commento ancora

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi