Pokémon Go, i Paesi che non lo digeriscono

Arabia Saudita

 

 

A quattro settimane dal suo lancio, Pokémon Go fa marciare il pianeta. Sono decine ormai i Paesi che l'hanno adottato e almeno 30 milioni di cretini vagano per le città e le campagne con gli occhi incollati allo smartphone. Qualcuno è stato investito, qualcuno è volato da un ponte, ma sono numeri che non fanno notizia. Piccoli incidenti di percorso forse ingigantiti dai pochi che non amano Pokémon Go o hanno i piedi delicati. Più che il buon senso, l'invasione della app Nintendo ha allertato le autorità politiche e religiose, sempre in prima fila quando c'è da dare prova di non aver capito nulla di quel che sta succedendo.

Il provvedimento più esagerato è stato preso ovviamente dalle autorità religiose dell'Arabia Saudita, che hanno rimesso nel loro lungo menu dei divieti una fatwa che, a detta del sito di Al-Jazira, risale al 2001. La nota giuridica definisce il gioco «contrario all'islam, poiché avrebbe come obiettivo quello di “possedere lo spirito” dei bambini e farebbe pubblicità al sionismo e ai giochi basati sul denaro», riferisce la rete panaraba. Ma, di fronte a questa fatwa, «la reazione della maggioranza dei musulmani è andata dalla derisione pura e semplice al rifiuto», afferma d'altro canto il sito della rete degli Emirati Al-Arabiya.

«In Egitto, si è acceso un dibattito molto tempestoso per decidere se Pokémon Go costituisca una pericolosa minaccia per la sicurezza nazionale», prosegue Al-Jazira. Un responsabile politico, Ahmed Badawi, ha proposto di installare delle emittenti per disturbare le frequenze wi-fi e dei elle antenne cellulari agli edifici pubblici «affinché nessuno riprenda questi obiettivi sensibili con la scusa di giocare a Pokémon Go», riporta Al-Jazira. Un altro politico, Hamdi Bakheet, membro del comitato per la difesa e la sicurezza nazionale egiziana, ha dichiarato: « Pokémon Go è l'ultimo strumento in dotazione delle agenzie di spionaggio nella guerra dell'intelligence, un'odiosa e astuta applicazione per cellulari che tenta di infiltrarsi nelle nostre comunità nella maniera più innocente, con il pretesto del divertimento, qual che loro vogliono veramente è spiare le persone e lo Stato».

 

 

In un campo minato vicino a Brcko, Bosnia. Foto di Amel Emric:Associated Press

 

 

Non sono da meno certi siti russi che, racconta il New York Times, vedono anch'essi l'ombra dei servizi segreti dietro Pokémon Go, «sostenendo che il gioco è un complotto della Cia».

In Indonesia, il più popoloso Paese musulmano del mondo, l'arresto di un francese in cerca di Pokémon in una zona militare ha rinforzato i timori che il gioco metta a repentaglio «la sicurezza nazionale», a detta delle autorità. E mercoledì 20 luglio è stato proibito alle forze dell'ordine di servirsi della pericolosa app. «Dato che il gioco utilizza il video in tempo reale, ci saranno rischi per la sicurezza non appena sarà avviato», aveva dichiarato alla stampa il capo dei servizi segreti indonesiani, Sutiyoso, venerdì 15 luglio.

 

 

Krasnoyarsk, Siberia. Foto Ilya Naymushin:Reuters

 

 

Pure il governo israeliano ha vietato ai suoi soldati di giocare a Pokémon Go nella basi militare per paura di fughe di informazioni.

Dal momento che Pokémon Go obbliga i giocatori a uscire di casa per affrontare il mondo reale, la cronaca di questi ultimi giorni è piena di disavventure e incidenti capitati a giocatori distratti. Una situazione che, per esempio, ha spinto un'associazione bosniaca di sminamento, Posavina bez mina, a consigliare ai giocatori di tenersi alla larga dai campi minati del paese, riferisce la Bbc.

 

 

Sokcho, Corea del Sud, vicino al confine con la Corea del Nord.Foto di Jean Chung:Getty Images

 

 

In Giappone, Paese d'origine dei Pokémon, l'app non è ancora utilizzabile. Il successo potrebbe far esplodere i server e le autorità. «L'eccitazione sorta attorno al lancio del gioco ha raggiunto un livello tale che le autorità amministrative e i dirigenti d'azienda mettono in guardia i potenziali giocatori ancor prima che sia messo in commercio», scrive The Japan Times. Il governo ha così lanciato una campagna sui social media conteneti tutte le informazioni per giocare in piena sicurezza.

Da Roma è appena giunta la notizia che, grazie a Pokémon Go, è stato arrestato un ladro. Il video girato da alcuni giocatori ha permesso di incastrare un 25enne che stava tentando di rubare uno scooter.

 

 

Dalla Siria

 

«Invece dei Pokémon cercate e salvate noi». È una delle tante immagini della campagna lanciata dai bambini siriani reale al mondo impazzito per i balocchi della realtà virtuale. Per saperne di più, clicca qui

 

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