Roma invasa dalle donne-prete

Donne-prete 1 Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

Difficile impressionare i romani. Ne hanno viste tante, fin troppe, al punto da avere i calli sugli occhi. Però stavolta, qualcosa troveranno da dire e pure da ridire. A essere colpiti saranno soprattutto le eminenze del Vaticano. Perché è fin lì, a ridosso delle mura Leonine, che sono affissi manifesti destinati a portare scompiglio nelle gerarchie ecclesiastiche. Da oggi, 26 maggio, resteranno esposti per una decina di giorni.

A qualche cardinale formicoleranno le mani, altri si gratteranno in testa a vedere il ritratto di Michelle Birtch-Conery (foto sotto) che beve da un calice «il sangue di Cristo» o quelli di altre donne in abiti più o meno talari. Nessuna intenzione blasfema: Michelle e le sue colleghe sono donne-prete. Chiediamo scusa se la chiamiamo così, ma siamo in attesa che le sacerdotesse del politically correct licenzino un termine adeguato. Accontentiamoci perciò di donna-prete. Sempre meglio di sacerdotessa, parola che sa di riti pagani e messe nere.

 

 

Il ritratto di Michelle Birtch-Conery affisso nelle vie di Roma. Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

Autrice dei ritratti è l'artista e fotografa Giulia Bianchi, i cui capolavori sul «corpo delle donne» si possono vedere sul suo sito, dal quale abbiamo tratto queste foto. Scopo dell'esposizione, aprire un dialogo sul controverso tema del sacerdozio femminile, ossia l'ordinazione delle donne in seno alla Chiesa cattolica. Nessuna provocazione, assicura l'artista, rifiutando un termine oggi tirato in ballo da chiunque voglia attirare l'attenzione dei media con performance o trovate bizzarre. Non è certo per farsi pubblicità che Giulia Bianchi ci propone questa galleria di sedicenti donne-prete che officiano illegalmente in varie parti del mondo, celebrando messe e amministrano sacramenti.

 

 

Donne-prete 2 Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

L'iniziativa romana s'inserisce nel quadro di una campagna più vasta lanciata dall'organizzazione americana Women's ordination conference (Woc), che si batte per l'ordinazione delle donne. Kate McElwee, co-direttrice della Woc, afferma che nel mondo ci sono circa 150 donne-prete e altre si stanno preparando a diventarlo. Oltre che in America, vivono in Europa e in Africa. «Speriamo che queste foto inducano la gente e il Vaticano a interrogarsi sulla disparità tra uomini e donne in seno alla Chiesa cattolica», spiega Kate.

 

 

Donne-prete 3 Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

Quanto a Giulia Bianchi si limita a una spiegazione laica: «È un progetto artistico e indipendente, che non intende offendere nessuno: non rappresento nessun movimento». L'idea è nata dal suo incontro con Diane Dougherty, una donna-prete degli Stati Uniti, conosciuta quando studiava il femminismo a New York. «Per quattro anni, ho seguito, intervistato e fotografato più di settanta donne dai profili molto diversi», spiega. Donne scomunicate che subito hanno avuto difficoltà a confidarsi. Temevano reazioni negative, anzi aggressive, nei loro confronti.

 

 

Donne-prete 5 Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

La fotografa racconta di aver avuto una risposta positiva da parte del Comune di Roma. «Ha capito che non si trattava di propaganda, ma di un progetto pieno d'amore, non si può dire che ci sostengano in questo cammino, però l'hanno autorizzato». Non è stata contatta dal Vaticano. «La maggior parte dei manifesti sono misteriosi, bisogna vederne parecchi e osservarli con attenzione per mettere insieme i pezzi del puzzle e capire di che cosa si tratta».

 

 

Donne-prete 4 Foto di Giulia Bianchi www.giuliabianchi.com

 

 

Per fortuita coincidenza, il 12 maggio papa Francesco ha avviato uno studio sulla possibilità per le donne di diventare diacono (diacona è termine ancora ignoto al dizionario). Nella Chiesa cattolica, i diaconi possono tenere sermoni durante la messa, celebrare battesimi, matrimoni e funerali. Possono dare l'eucarestia, ma non confessare i fedeli. Il diaconato è rimasto a lungo una tappa sulla strada del sacerdozio, ma il concilio Vaticano II ha ristabilito il diaconato permanente, accessibile agli uomini sposati, che spesso sopperiscono alla carenza di preti o li assistono. «La Chiesa è femmina», aveva affermato tempo fa il papa, «bisogna andare avanti nell'esplicitazione del ruolo e del carisma della donna nella Chiesa». Per precisare poi: «Per l'ordinazione delle donne, la Chiesa ha detto “no”, papa Giovanni Paolo II si è espresso con una formulazione definitiva. Questa porta è chiusa».

 

 

La reverenda Alta Jacko fotografata da Giulia Bianchi a Chicago nel maggio 2013

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