Sicilia, l’Etna sbuffa e sbotta

Etna 7

 
 

Il vulcano che domina Catania si è svegliato. Da venerdì 4 dicembre è in preda a una delle convulsioni più scatenate degli ultimi vent'anni, ma il tappo è saltato il giorno precedente. Colonne di fumo e di gas si sono alzate fino a sette chilometri, ha fatto sapere l'Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia (Ingv).

 

Etna 2

 

 

Le eruzioni sono frequenti in questo vulcano che, con i suoi 3.350 metri, è il più alto d'Europa. Ma il botto che ha fatto giovedì 3 dicembre è stato più impressionante del solito. Il pennacchio di fumo era visibile a parecchi chilometri di distanza. Una sorta di «tempesta vulcanica» nel corso della quale i gas eruttati erano così veloci che lo sfregamento delle particelle di polvere ha fatto scaturire lampi dovuti alla liberazione di elettricità statica.

 

 

Etna 3

 

 

È stato soprattutto il cratere Voragine a produrre l'attività più intensa, con colate di lava e una colonna di magma, ceneri e gas che il vento ha spinto verso sud. Per questo sono stati annullati parecchi voli in partenza da Catania e Reggio Calabria, mentre quelli in arrivo sono stati dirottati verso lo scalo di Lamezia Terme. Venerdì 4 dicembre, a metà della giornata, l'aeroporto di Catania è stato chiuso qualche ora per consentire la pulizia delle piste sulle quali si erano accumulati strati di cenere. Le eruzioni più recenti del cratere Voragine risalgono al luglio 1998 e al settembre 1999.

 

 

La nube lenticolare apparsa su Letojanni

Il 21 novembre, al tramonto, su Letojanni, cittadina nelle vicinanze di Catania, era stata avvistata la nube lenticolare che si vede nella foto. A posteriori, i soliti fantastici quattro gatti hanno fatto sapere che si trattava di un presagio dell’imminente eruzione. Nulla di nuovo all’ombra del vulcano: c’è persino chi ha interpretato l’intemperanza dell’Etna come una manifestazione d'insofferenza per il giudizio non propriamente lusinghiero formulato dall'ex professore Roberto Vecchioni nei riguardi dell'isola di cui è peraltro originario. L’Italia, si sa, è un Paese di veggenti e chitarristi, non certo di geologi e vulcanologi.

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